Bonus tra luci e ombre "Edilizia, bene i controlli Ma non tutte le imprese hanno commesso illeciti"

Cna e Confartigianato: "Giusto appurare il corretto uso degli incentivi. Strumento utile in una fase difficile. Con lo stop c’è chi ha dovuto chiudere" .

Bonus tra luci e ombre  "Edilizia, bene i controlli  Ma non tutte le imprese  hanno commesso illeciti"

Bonus tra luci e ombre "Edilizia, bene i controlli Ma non tutte le imprese hanno commesso illeciti"

Non c’è dubbio che il Superbonus e il bonus facciate siano stati due fra gli strumenti più impattanti per il segmento del ‘mattone’. Studiati per dare una boccata d’ossigeno alle imprese, reduci dai terribili anni del Covid, gli strumenti hanno permesso a tantissime imprese di lavorare e di creare nuovi posti di lavoro. Gli effetti sul Pil – basta rileggersi i numeri sulla crescita 2021 – confermano questo quadro. Tuttavia, come confermato dalle operazioni della guardia di finanza, ci sono stati diversi casi nei quali proprio sul 110% e sul bonus facciate si sono registrate alcune irregolarità. L’opinione degli imprenditori sugli strumenti, però, è tutt’altro che critica e l’esortazione che arriva da Paolo Mazzini, presidente di Cna costruzioni e titolare di ‘Geo Costruzioni’ è quella di "non scadere nella generalizzazione". "Bene fanno l’Agenzia delle entrate e le fiamme gialle a effettuare i controlli sulla corretta applicazione degli incentivi – spiega Mazzini –. Va detto però che, a fronte di qualcuno che ne ha fatto probabilmente un uso illecito, ci sono decine di imprenditori che l’hanno invece sfruttato in maniera trasparente, seguendo tutto l’iter stringente che la normativa richiedeva".

Discorso diverso invece è per il bonus facciate. "Il limite di questa forma di incentivazione – analizza il presidente di Cna Costruzioni – è stata la mancanza di una soglia massima di spesa consentita. In questa indeterminatezza, il malaffare è plausibile che abbia spopolato". Non solo. Una differenza sostanziale che intercorre tra le due formule di credito fiscale è che "il bonus facciate era studiato come un incentivo per migliorare sostanzialmente il decoro urbano, mentre il Superbonus è stato concepito soprattutto per cogliere gli obiettivi che l’Europa ci impone, da qui al 2030, in termini di riqualificazione del patrimonio immobiliare". Il decreto varato dal governo che, di fatto, ha impedito la possibilità di cedere i crediti d’imposta, non ha sicuramente aiutato. Anzi, chiude l’imprenditore, "ci sono state tante aziende che, a fronte dell’incaglio dei crediti, hanno dovuto chiudere".

Gli incagli sono, ancora, un problema grosso, come ribadisce anche il segretario della Confartigianato, Paolo Cirelli che pone l’accento su un altro aspetto del bonus. "Questo strumento – spiega – ha subito, dal momento della sua applicazione, decine e decine di modifiche. Per cui, al di là degli illeciti commessi scientemente e che vanno puniti, penso che si possano essere verificati anche degli illeciti formali, dettati dalle repentine e continue modifiche". "È giusto che la guardia di finanza, nel corso delle sue meritorie attività, abbia punito chi ha commesso delle irregolarità – rimarca Cirelli –, ma mi sento di dire che per lo più gli imprenditori abbiano lavorato in ossequio alla legislazione, in modo corretto. Sono loro che noi abbiamo l’ambizione di rappresentare". Senza contare il fatto che "è molto probabile che la stragrande maggioranza delle irregolarità si siano concentrate per lo più nell’utilizzo del bonus facciate, usato in gran parte sui grandi condomini o sulle grandi strutture". Da ultimo, chiude il rappresentante degli artigiani, "non si può non tenere in considerazione che, a seguito di un momento di crisi, gli strumenti di credito d’imposta, abbiano dato un po’ di respiro alle nostre aziende".

re. fe.