Cadaveri e misteri tra le pagine: "Il mio giallo. Un po’ alla Christie"

E’ stato pubblicato il primo libro di Alessandra Mancini, ispettore capo nel Corpo di polizia locale di Ferrara

Cadaveri e misteri tra le pagine: "Il mio giallo. Un po’ alla Christie"

Cadaveri e misteri tra le pagine: "Il mio giallo. Un po’ alla Christie"

Come in ogni giallo c’è un cadavere. E’ una donna, è stata strangolata, viene trovata nell’ex manicomio di Aguscello. Da qui partono le indagini del capitano dei carabinieri Arturo Pareschi, 50 anni, un passato con qualche ombra, un passato che annega in un oleodotto di caffè, mentre cerca di sbrogliare un’intrigata matassa. Di più non vogliamo dire, perché per sapere come va a finire bisogna sfogliare e leggere il libro di Alessandra Mancini, ispettore capo nel Corpo di Polizia Locale di Ferrara. Si intitola ‘Sunt lacrimae rerum’, sottolitolo ‘Quadro di un omicidio’. E’ stato appena pubblicato con Nolica Edizioni di Forlì. Un romanzo poliziesco scritto a quattro mani, fantasia e realtà si intrecciano nella penna di Alessandra Mancini e Marco Boni. "Ho sempre avuto la passione per la scrittura, ho voluto provare a scrivere, a raccontare mettendo parole su un foglio bianco". I suoi maestri sono Agatha Christie, Sir Arthur Ignatius Conan Doyle, Giorgio Scerbanenco. "Ma soprattutto la Christie, la trama si svolge tra colpi di scena ma non ci sono dettagli truculenti, pulp. Lei è la mia preferita e l’indagine è quella che si può definire un’indagine canonica". Un romanzo che tra le pieghe fa scoprire e riscoprire Ferrara. Dall’ex manicomio di Aguscello fino alle luci dei ristoranti, a palazzo Schifanoia, via delle Volte.