"Camera mortuaria pronta Riapre dopo cinque anni"

Copparo, dopo gli interventi di ristrutturazione dell’intero edificio "Il servizio è riservato ai residenti del nostro Comune e quelli di Riva del Po".

"Camera mortuaria pronta  Riapre dopo cinque anni"

"Camera mortuaria pronta Riapre dopo cinque anni"

La camera mortuaria di Copparo è pronta. Ieri, don Daniele Panzeri ha impartito la benedizione ai locali completamente rinnovati alla presenza del sindaco Fabrizio Pagnoni e di Giacomo Turra, amministratore unico di Gecim (incaricata della gestione della struttura), del personale delle società partecipate Venerio Rovetti, Sara Tuffanelli, Federica Barioni e Elena Morelli, della progettista Caterina Villani, e dei titolari delle onoranze funebri locali.

"Mi complimento con i tecnici di Gecim per la caparbietà con cui hanno centrato un risultato tanto importante per la nostra comunità – afferma il primo cittadino –. Desidero ringraziarli per aver messo tutto l’impegno nel restituire uno spazio dignitoso, curato in ogni dettaglio, a un servizio tanto sensibile e sentito e nell’aver fornito agli operatori ambienti sicuri e funzionali". Orgoglio per la riapertura della struttura è stato espresso da Giacomo Turra, in quanto darà risposta ad una esigenza della cittadinanza "che troverà ambienti non solo a norma, ma anche dotati di tecnologie avanzate, e locali accoglienti e raccolti. Il servizio è al momento riservato alle persone nate, residenti e decedute nei comuni convenzionati di Copparo e Riva del Po".

Come ricordato dal Comune di Copparo, il percorso verso la riapertura è stato complesso: "L’intervento di riqualificazione eseguito dall’Ausl ha fatto rilevare diverse problematiche e, benché l’Azienda abbia provveduto in parte a risolverle, si è dovuto constatare che i problemi non consentivano il normale avvio della gestione. L’Amministrazione ha ritenuto di dover accelerare i tempi procedendo direttamente, poiché peraltro il Comune ha l’obbligo di disporre di locali per il ricevimento e l’osservazione delle salme e per l’assolvimento delle funzioni obitoriali". I lavori hanno necessitato di una nuova progettazione, dell’autorizzazione rilasciata dalla Soprintendenza, di nuovi affidamenti, ad esempio per la fornitura e la posa degli infissi, che hanno peraltro scontato rallentamenti dovuti alle difficoltà di approvvigionamento dei materiali per gli ormai noti motivi. I costi della manutenzione straordinaria saranno ammortizzati grazie alla modifica della concessione dei locali, che prevede un’estensione di dieci anni portando a trent’anni la durata complessiva della disponibilità dell’immobile, ma limitando il pagamento del canone al solo primo decennio.

Valerio Franzoni