Guardia di finanza (Foto archivio)
Guardia di finanza (Foto archivio)

Ferrara, 2 febbraio 2017 - Nuovi indagati per l’aumento di capitale da 150 milioni di euro realizzato nel 2011 dalla Carife. A seguito delle indagini del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, la Procura di Ferrara contesta il reato di concorso in bancarotta fraudolenta in relazione alla formazione fittizia del capitale ad altre 33 persone, oltre ai 21 già indagati.

I fatti riguardano la reciproca sottoscrizione di azioni tra Carife, da un lato, e gli istituti Banca Popolare di Bari, Banca Popolare di Cividale, Banca Popolare Valsabbina e Cassa di Risparmio di Cesena dall’altro. I nuovi indagati, che saranno interrogati nelle prossime settimane, sono due ex dirigenti Carife, due persone che in passato rivestivano ruoli apicali nell’ambito di Fondazione Carife, 16 consiglieri, sindaci e dirigenti di Cassa di Risparmio di Cesena e 13 consiglieri, sindaci e dirigenti di Banca Popolare Valsabbina che rivestivano i rispettivi incarichi nel periodo in cui sono avvenuti i fatti contestati.