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4 giu 2022

Caro gasolio, doppia protesta dei pescatori

Due manifestazioni si sono svolte ieri: una a Bologna per chiedere l’intervento della Regione e un flash mob a Porto Garibaldi

4 giu 2022
La protesta dei pescatori e politici di Fratelli d’Italia a Porto Garibaldi
La protesta dei pescatori e politici di Fratelli d’Italia a Porto Garibaldi
La protesta dei pescatori e politici di Fratelli d’Italia a Porto Garibaldi
La protesta dei pescatori e politici di Fratelli d’Italia a Porto Garibaldi
La protesta dei pescatori e politici di Fratelli d’Italia a Porto Garibaldi
La protesta dei pescatori e politici di Fratelli d’Italia a Porto Garibaldi

Il caro gasolio ha portato ieri una rappresentanza dei pescatori del litorale estense a ritrovarsi sotto il palazzo della Regione a Bologna per far sentire la loro voce e chiedere di poter parlare con qualcuno della giunta, rimasti però al momento inascoltati. Protesta che li ha visti protagonisti anche di un flash mob a Porto Garibaldi. Al loro fianco, anche gli esponenti di Fratelli d’Italia che, in Regione, hanno anche depositato un documento chiedendo all’assemblea legislativa, un impegno economico.

"La pesca deve vivere e noi siamo qui coi pescatori – ha detto il senatore Alberto Balboni, presente a Porto Garibaldi –. Il prezzo del gasolio deve tornare a quello di un anno e mezzo fa. Altrimenti significa far morire l’intera filiera legata alla pesca, decine di migliaia di posti di lavoro, comprendendo anche la crisi per la ristorazione e di uno dei richiami di turismo. Lo Stato deve smettere di dare il reddito di cittadinanza facendo capire ai giovani che possono vivere anche senza lavorare, mentre qui abbiamo aziende che fanno grandi sacrifici e tengono in piedi una filiera enorme, dalla cantieristica al mercato ittico e che sono in crisi. Non vogliono favoritismi ma solo lavorare. Qui e sotto la Regione siamo solo noi al fianco di questa gente e continueremo a batterci. Ed è vergognoso che il sindaco, anziché scrivere al ministro dell’agricoltura o dell’economia o venire qui sul porto a fianco di questi lavoratori, non c’è e scrive al ministro dell’Interno Lamorgese. Si deve dimettere". Ferma anche la posizione di Luca Bergonzi. "La crisi che sta caratterizzando specialmente il mondo della pesca è incredibile – dice – c’è rabbia, difficoltà, malessere e le istituzioni devono essere vicine a questo comparto che sta subendo questa forte emorragia. Noi ci abbiamo messo la faccia, qui con una quindicina di pescatori, sul porto canale con davanti il mercato ittico".

Erano invece in una ventina a Bologna sotto il palazzo della Regione. "Hanno rappresentato il loro disagio chiedendo la possibilità di parlare con una rappresentanza della giunta che però non gli è stata concessa dicendo che erano assenti – è la voce del capogruppo Marco Lisei (FdI) in Regione – anch’io ho sollecitato perché un delegato o un tecnico li ascoltasse, arrivando all’unica promessa di ricontattarli la prossima settimana e sollevare il disappunto per non essere stati ricevuti. Per sostenerli, però, ho depositato una risoluzione all’Assemblea Legislativa, chiedendo sia discussa con massima urgenza. La richiesta è di intervenire a sostegno delle aziende pescherecce prevedendo, con una specifica variazione di bilancio, risorse per il sostegno del comparto, come fatto dalla Puglia ma anche essere promotrice verso il Governo affinchè intraprenda azioni volte ad abbattere il costo del gasolio".

Laura Guerra

© Riproduzione riservata

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