di Federico Malavasi Esce di scena uno dei principali indagati nella vicenda del presunto giro di mazzette alla Motorizzazione. Mauro Gallerani, imprenditore centese arrestato nell’ambito del blitz della settimana scorsa, è morto all’ospedale di Carpi (Modena). Il decesso è avvenuto nella notte tra ieri e mercoledì mentre si trovava ricoverato. La notizia è stata confermata anche dal suo difensore, l’avvocato Bernardo Pancaldi. "Lo assistevo da più di trent’anni – si è limitato a dire contattato dal Carlino –. Era un...

di Federico Malavasi

Esce di scena uno dei principali indagati nella vicenda del presunto giro di mazzette alla Motorizzazione. Mauro Gallerani, imprenditore centese arrestato nell’ambito del blitz della settimana scorsa, è morto all’ospedale di Carpi (Modena). Il decesso è avvenuto nella notte tra ieri e mercoledì mentre si trovava ricoverato. La notizia è stata confermata anche dal suo difensore, l’avvocato Bernardo Pancaldi. "Lo assistevo da più di trent’anni – si è limitato a dire contattato dal Carlino –. Era un amico oltre che un cliente. A causa dell’aggravarsi delle sue condizioni non ero ancora riuscito a sentire la sua versione dei fatti in merito a questa vicenda". Gallerani era uno dei quattro imprenditori finiti agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta di polizia stradale e guardia di finanza sul giro di tangenti per ‘comprare’ revisioni di camion e rimorchi che, in condizioni normali, non avrebbero mai superato i test. Oltre a lui – 74 anni, originario di Cento ma domiciliato a Mirandola, nella Bassa modenese – erano finiti ai domiciliari il copparese Sergio Cagnoni, il bolognese Giordano Monducci e il polesano Alberto Costa.

Le porte del carcere si erano invece aperte per quelli che sono ritenuti i principali attori di quel giro: i funzionari della Motorizzazione Cesare Franchi (oggi ai domiciliari) ed Edoardo Caselli, e il titolare di un agenzia di pratiche auto, Alessandro Barca. L’inchiesta, che conta nel complesso 216 indagati, è aperta per i reati di corruzione, falso e abuso d’ufficio. A quasi due settimane dal blitz, Gallerani era l’unico degli arrestati che non era stato ancora sottoposto a interrogatorio. E questo a causa delle sue condizioni di salute. Un paio di giorni dopo l’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare, l’imprenditore era stato infatti ricoverato all’ospedale di Mirandola a causa dell’aggravarsi della malattia che lo affliggeva da tempo.

L’interrogatorio di garanzia era fissato per venerdì scorso ma il suo difensore aveva chiesto un rinvio, proprio a causa dell’ingresso in ospedale del 74enne. Pochi giorni fa era stato trasferito all’ospedale di Carpi per essere sottoposto ad accertamenti. Le sue condizioni sono però precipitate, fino alle estreme conseguenze. Gallerani aveva un’impresa di trasporti che si occupava in particolare della realizzazione e dell’allestimento di semirimorchi per giostrai. Il 74enne, deceduto prima di comparire davanti al giudice e al pubblico ministero Andrea Maggioni, porta via con sé una parte di verità su quel presunto giro di tangenti che aveva reso la Motorizzazione di Ferrara famosa in tutta Italia.