Ferrara, 12 gennaio 2021 - Il dilagare sui social di una polemica dai tratti grotteschi, seguita da commenti sgradevoli nei confronti del Carlino (che rimandiamo al mittente), accusato di pubblicare «notizie false», e del nostro collega Stefano Lolli, al quale è stata augurata una «manganellata sulle gengive», ci costringono a fare chiarezza. Tutto nasce da un articolo, pubblicato sul Carlino il 30 dicembre scorso, nel quale, dando conto delle dichiarazioni del comandante della Polizia locale sulle nuove pistole in dotazione ai vigili, il nostro redattore riporta, virgolettandola, una battuta scherzosa di Claudio Rimondi a proposito della pesantezza delle vecchie Beretta 7,65, ormai dismesse.

Questo il passaggio, che riporto testualmente: "Le vecchie Beretta 7,65 (pesanti quasi due chili) erano ad esempio ingestibili dalle donne, ’le cui mani sono idonee a fare la sfoglia’, scherza il comandante Rimondi". Il giorno della pubblicazione, il 30 dicembre, si scatena il pandemonio sui social. Dalla consigliera del Pd Ilaria Baraldi ai segretari di Cgil, Cristiano Zagatti, e Uil, Massimo Zanirato, è un coro di sdegno e proteste per una frase - un inciso scherzoso - ritenuta "misogina" e irrispettosa verso le donne. Proteste di cui diamo conto chiedendo contestualmente all’ufficio stampa del Comune se il vicesindaco Lodi o il comandante avessero piacere di intervenire per diritto di replica. La riposta fu "oggi non rispondiamo".

Benissimo. Alle 20.42 dello stesso giorno, sul profilo istituzionale del vicesindaco, compare un post in difesa di Rimondi dagli attacchi social (il nostro articolo sarebbe uscito l’indomani): "Il comandante Rimondi lo conosce tutta Italia – scrive Lodi – e tutti sanno che non offenderebbe mai nessuno, una persona stimata da tutti noi e soprattutto un grande uomo di valori oltre ad essere un ottimo comandante". Il dibattito procede nell’ambito di una legittima polemica politica fino al 5 gennaio, quando lo stesso Lodi inizia a mettere in dubbio il lavoro del nostro collega, pur senza nominare lui e il Carlino: "La scorsa settimana – scrive Lodi – su una testata sono state attribuite frasi mai pronunciate al comandante Rimondi". E giù una valanga di commenti. C’è però un audio di quella conferenza stampa, di cui il Carlino è in possesso, in modo che i lettori possano serenamente farsi la loro opinione, nel quale si sente chiaramente Rimondi affermare: "Il problema è che le Beretta 7,65 le donne non riescono a usarle. Alcune ci riescono ma hanno delle mani che sono molto idonee a fare la sfoglia, quella pesante proprio...". Insomma, la frase c’è.

A nostro giudizio una considerazione magari inopportuna, specie durante una conferenza stampa, ma non misogina o irrispettosa. Tant’è che nell’articolo del 30 dicembre il collega Lolli si limita a riportarla fra virgolette senza commenti e precisando che si trattava di uno "scherzo". Da parte della nostra testata, quindi, nessuno ha messo in dubbio la professionalità e probità del comandante Rimondi il quale - va ribadito - non ha mai fatto richiesta di rettifica, limitandosi ad un post pieno di amarezza su Facebook. E arriviamo al video, postato sui social l’altra sera dal vicesindaco Lodi, nel quale si ribadisce la "non veridicità" della notizia riportata "da Lolli sul Carlino ". Sotto uno dei tanti post (difficile districarsi tra profili personali e istituzionali), in mezzo a una miriade di commenti critici, un lettore scrive: "Io al giornalista darei anche una manganellata".

A questo punto il limite è segnato: scatta la segnalazione all’Aser, che - tramite il presidente Matteo Naccari – chiede al vicesindaco la rimozione del post e "di prendere posizione contro chi, nella sua città, ancora una volta, attacca la libertà di stampa, e quindi la nostra Costituzione e quindi la nostra democrazia". Lodi risponde subito dopo: "Trovo offensivo leggere che io tollererei tali affermazioni: il commento non è più sulla mia pagina e mi sono dissociato direttamente sulla pagina di Stefano Lolli, condannando eventuali gravi offese".

Insomma, una gazzarra. Sarebbe stato sufficiente che l’amministrazione comunale avesse colto l’occasione che era stata fornita al comandante di replicare e tutto si sarebbe risolto con le scuse per l’equivoco su quella frase - inopportuna, non offensiva - e una battuta riparatrice. Invece si è scelta la strada dello scontro social e delle solite accuse alla stampa. Sarebbe bastata un po’ di ironia.