Da sinistra, Caselli, Bruni, Bellanova e Marattin (Foto Businesspress)
Da sinistra, Caselli, Bruni, Bellanova e Marattin (Foto Businesspress)

Ferrara, 21 ottobre 2019 – Contro i danni della cimice asiatica sono in arrivo 80 milioni tra esoneri e contributi a sostegno del reddito. L'annuncio arriva direttamente dal ministro dell'Agricoltura, Teresa Bellanova, che oggi ha incontrato sindaci e associazioni in Prefettura a Ferrara.

"Gli 80 milioni sono un primo passo, del resto prima eravamo a zero. Rispetto alla portata dei danni, è auspicabile che il Parlamento possa ancora intervenire e rafforzare i fondi", commenta l'assessore regionale Simona Caselli.

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Ad aggiornare i numeri ha pensato il prefetto Michele Campanaro aprendo i lavori: "Il 30% delle pere europee vengono dall'Italia, dove il 70% delle pere è targato Emilia-Romagna. C'è stata una perdita secca di oltre 114.000 tonnellate, nell'arco del 2019, che rappresenta un grave allarme: stimando, si parla di oltre 267 milioni di euro". Caselli non dà numeri: "Le stime dei danni sono provvisorie visto che sono relative alla raccolta finita, quella di pere, pesche e nettarine, ma in realtà è ancora in corso la raccolta di mele, kiwi, sorgo e soia...".

"Proroghiamo gli strumenti già adottati, sugli altri eventuali c'è sempre una ricerca da fare: lavoriamo nel settore i cui prodotti arrivano sulle tavole degli italiani e del mondo, dobbiamo ricucire il territorio e non inquinarlo", risponde il ministro a chi vorrebbe strumenti più 'forti'. Con una raccolta di pere più che dimezzata, la bilancia commerciale dell'agricoltura potrebbe rischiare un 'rosso', ma la Bellanova ribadisce: "Siamo impegnati affinché il bilancio europeo non tagli risorse alla Pac, la Politica agricola europea. Anzi, chiediamo che venga ristorata anche delle risorse che erano state tolte”. “Dobbiamo promuovere una grande campagna di investimenti in questo settore e valorizzare le nostre produzioni – prosegue -, i prodotti italiani si caratterizzano per un uso della chimica non esasperato, norme di buona coltivazione ed un'etichettatura su cui insistiamo".