I carabinieri sul luogo del delitto
I carabinieri sul luogo del delitto

Ferrara, 25 agosto 2019 - Il traffico su via Primicello è sostenuto, nonostante sia un sabato mattina di fine estate. Le macchine passano, buttano un occhio al via vai di carabinieri e ‘tute bianche’ del nucleo investigativo dell’Arma e poi tirano dritto. Qualcuno si ferma e chiede cosa sia successo. Le tracce di una mattinata di follia sono ancora fresche ma ben nascoste all’interno del capannone che ospita l’azienda e il garage nel quale si è consumato l’orrore (FOTO). Cinzia Fusi, commessa 34enne nata a Copparo e residente a Cologna, è morta sotto i colpi inferti dal compagno e datore di lavoro Saverio Cervellati, 52enne copparese titolare del negozio di casalinghi ‘Spendibene’.

Un orrore che si consuma mentre la zona industriale che sta alle porte del paese si sta mettendo in moto. Le attività aprono, i clienti entrano ed escono dal bar e dal piazzale del benzinaio che sta proprio di fronte al luogo del delitto. Nessuno ha sentito nulla. Né le fasi concitate della lite né i colpi con i quali l’omicida ha infierito sul corpo della donna. I vicini e i dirimpettai si sono accorti che era successo qualcosa di grave solo quando hanno iniziato a vedere arrivare le pattuglie dei carabinieri, l’ambulanza e il furgone del reparto investigazioni scientifiche. «Eravamo già aperti quando è successo – dicono tra le pompe di benzina del distributore Eni dall’altro lato della strada – ma non abbiamo sentito nulla». 

Cervellati nella zona è conosciuto e nessuno può credere a quanto successo. «Ci conosciamo da sempre, anche con i suoi fratelli – aggiungono –. Incredibile». Le voci si rincorrono e in tanti azzardano ipotesi sulle cause all’origine del furioso litigio. C’è chi parla di motivi economici. «Forse gli affari non andavano» sussurra qualcuno. C’è invece chi parla di questioni più intime, problemi di gelosia. L’unica certezza è che da Saverio nessuno si aspettava un gesto del genere. «Un uomo tranquillo, riservato e lavoratore» è la descrizione di molti compaesani e conoscenti increduli. Nemmeno alla vicina concessionaria Opel hanno sentito nulla. «Ma lui lo conosco bene – afferma il titolare –, siamo vicini da tempo».

Il volto di Saverio è ben noto anche tra i tavolini del bar che si trova di fianco al negozio ‘Spendibene’, capannone di proprietà del 52enne e in parte affittato a un’altra società. «Siamo aperti dall’alba ma non ci siamo accorti di nulla – spiegano le bariste –. Abbiamo visto una pattuglia dei carabinieri, ma abbiamo pensato a un posto di blocco. Li fanno spesso da queste parti». Cervellati veniva spesso, o per fare colazione o «per prendere del gelato o una brioche vegana per la fidanzata. Non riusciamo proprio o crederci».