L’acqua della valle colorata di rosa
L’acqua della valle colorata di rosa

Comacchio, 21 novembre 2019 - Tutto si aspettavano, ieri pomeriggio, alcuni cacciatori che erano andati a controllare le proprie postazioni nelle valli, tranne di trovare l’acqua di Valle Fossa di Porto, in zona pre Parco, di un colore rosa intenso. I cacciatori non hanno perso tempo: hanno girato un video, scattato foto e avvisato il consigliere comunale della Lega Nord di Comacchio, Umberto Cavallari.

L'acqua rosa inizia a propagarsi verso il resto della valle, scendendo in direzione Fattibello e Foce, dal casone Fossa-Caldirolo, a ridosso della strada provinciale che da Comacchio conduce ad Anita e che costeggia il canale del Mezzano. «Appena questi amici mi hanno mandato foto e video – ha spiegato Cavallari – ho avvisato sia il sindaco, che è anche presidente del Parco del Delta del Po Emilia Romagna, sia il vice sindaco, Denis Fantinuoli, assessore all’Ambiente. E quest’ultimo mi ha risposto precisando che il Parco era già stato informato di questa strana colorazione dell’acqua e che si sta procedendo con le opportune analisi. C’è una cosa però che ha allarmato i cacciatori: si sono notate diverse anguille morte e da almeno una settimana, nei pressi delle tine da caccia, nell’acqua della valle si avvertiva puzza di gamberetti morti. Fatto insolito, mai registrato nella memoria di questi cacciatori, ottimi conoscitori della valle. Io stesso sono cacciatore e da molti anni vado in quella parte di valle e una cosa del genere non l’avevo mai vista. E’ importante, fino a che non si sia capito cosa ha colorato l’acqua, non aprire le chiaviche che si trovano tra le valli Fattibello e Foce, per evitare che questa sostanza arrivi al Navigabile che poi diventa il Porto Canale e di conseguenza nelle zone di allevamento di vongole e in quelle popolate da pesci pescati dai bilancioni».

m.r.b.

Acqua rosa, il Parco del Delta del Po: "Fenomeno naturale, ecco le cause"

Il Parco del Delta del Po segnala che “il fenomeno è monitorato fin dalla sua prima comparsa, quando è stato stato riscontrato, oltre che da cacciatori, anche dal personale stesso del Parco impegnato nei quotidiani sopralluoghi”. “La formazione di alcune chiazze di acqua, in realtà non “rossa” ma “purpurea” - prosegue la nota -, è stata notata nella parte sud-orientale delle Valli di Comacchio, prima in vicinanza della penisola di Boscoforte e, successivamente, in località Umana, come da foto scattate dal personale del Parco lo scorso 19 novembre: il fenomeno è risultato corrispondente a una superficie valliva pari a circa 350-400 metri quadrati, non ha determinato fenomeni di stress o morie per la fauna selvatica (invertebrati, pesci, uccelli)”.

Per analisi più approfondite, è stata attivata la collaborazione con Arpae; i biologi del Parco hanno prelevato campioni di acque, conferiti ai laboratori dell’Università di Ferrara. “Dalle prime analisi – riferisce il professore dell'Università di Ferrara, Giuseppe Castaldelli, referente scientifico del Parco del Delta -, si evince che si tratta di un fenomeno sicuramente anomalo per le Valli di Comacchio ma del tutto naturale nelle sue dinamiche e non riconducibile a scarichi di natura antropica”.

“La comparsa di una colorazione purpurea delle acque dipende dalla proliferazione di un particolare gruppo di microorganismi: i batteri purpurei dello zolfo. Tali batteri sono tipici di ambienti confinati dove l’ossigeno scarseggia a causa di accumulo di sostanza organica e/o per condizioni di ipersalinità”, conclude.

Aggiunge Mattia Lanzoni, biologo del Parco: “Quando, per concomitanza di vari fattori, primo fra tutti le alte temperature estive e il prolungarsi della buona stagione fino ad autunno inoltrato, si verifica un consistente accumulo di sostanza organica sul fondale, con conseguente scarsità di ossigeno nell’acqua di fondo, allora tali batteri, generalmente non abbondanti, passano dal fondo alla superficie, colorandola di porpora. Un evento di questo tipo si verificò in modo massivo in uno dei bacini chiusi di Valle Campo, alcuni anni fa”.

Ora cosa succederà? Secondo Lanzoni, “il colore porpora sparirà naturalmente appena la massa d’acqua sarà rimescolata e riossigenata da un vento forte, probabilmente già dalla fine di questa settimana.  I segnali rilevati negli ultimi mesi ci dicono che non c’è un pericolo contingente per le valli di Comacchio, dove, a conferma della buona gestione, le produzioni ittiche sono in graduale e costante aumento. Serve tuttavia mantenere alto, anzi altissimo, il livello di guardia perché in uno scenario aggravato dal cambiamento climatico, la gestione e in particolare la regolazione idrica, per cui continuamente si sta impegnando il Parco, risulta vitale per la sopravvivenza di questi ambienti così delicati e messi a dura prova”.