Ferrara, 12 marzo 2018 - Via la divisa, meglio il grembiule da oste; e in mano, al posto del fischietto e del blocchetto delle multe, un calice di vino e il taccuino per le ordinazioni. Svolta curiosa, quella di Carlo Di Palma: comandante della Polizia Municipale a Ferrara per otto anni – durante le due legislature del sindaco Gaetano Sateriale –, è adesso proprietario e gestore, assieme alla figlia Sofia, di un’enoteca della Bologna ‘fuoriporta’.

A rivelare questo suo radicale cambio di vita ai ferraresi, è Danilo Masotti, influencer e scrittore (a lui si deve, fra l’altro, la nascita e il trionfo del termine umarells). In un simpatico video pubblicato su Facebook, ecco infatti Di Palma spuntare con un ghiotto tagliere di ‘crostoni alla Simenon’. E poi mostrare, fiero, la cantina di cui la figlia, sommelier, è sacerdotessa, mentre l’altro figlio Federico (appassionato di archeologia), assiste partecipe all’impresa. La nascita di Enoteca Bibe (bibe, in latino, significa ‘bevi’), è legata all’addio di Di Palma alla Polizia Municipale di Bologna, città dove è nato nel 1960 e che aveva lasciato, nel 2002, chiamato da Sateriale, che al comando dei vigili urbani cercava un profilo di peso: non solo fisico (Di Palma in gioventù è stato rugbista), ma innanzitutto professionale.

Dopo otto anni è rientrato a Bologna, dove ha guidato la Polizia Municipale sino al 2016. Complice il ‘divorzio’ non idilliaco con il sindaco Valerio Merola, Di Palma ha compiuto il grande passo: «Mi sono lanciato con passione in questa avventura assieme ai miei figli. Sotto l’antico portico degli Alemanni, abbiamo deciso di scommettere su un locale che inneggiasse al vino, al buon cibo, alla passione non solo della gastronomia, ma anche dello stare insieme».

Al Bibe non c’è rischio di divieto di sosta (l’enoteca è aperta dalla colazione alla tarda sera), piuttosto di essere fermati dall’alcoltest «perché i nostri vini, selezionati, sono emozionanti – sorride l’ex comandante dei vigili urbani –: personalmente curo la ricerca di olii extravergini che parlano del primato italiano, di salumi e formaggi artigianali di certificata territorialità». Ecco allora spuntare l’omaggio a Ferrara, che Di Palma garantisce di portare ancora appuntata al petto: «Sono un cultore della salama da sugo – sorride –, e non mi vergogno certo di proporla assieme alle ‘crescentine’ bolognesi, in alternativa a un piatto di lasagne». Un derby che non innesca sommosse.