ORRORE Riccardo Vincelli (maglia nera) e Manuel Sartori insieme ad una festa

Ferrara, 4 marzo 2017 - Non si cercano più. Addirittura, quasi, si odiano e si addossano la colpa l’uno con l’altro su chi ha soggiogato chi per commettere il duplice omicidio di Pontelangorino. Manuel Sartori, 17 anni, rinchiuso al Pratello di Bologna; Riccardo Vincelli (16) al Ferrante Aporti di Torino. «Manuel si sta ambientando – spiega l’avvocato Lorenzo Alberti Mangaroni Brancuti –, va a scuola e al momento non ha particolari problemi con gli altri ospiti della struttura penitenziaria». Diverso il discorso per Vincelli, il figlio minore di Salvatore e Nunzia massacrati a coltellate. «Sta malissimo – dice l’avvocato Gloria Bacca –, deve resistere. Si sta rendendo conto ora di quello che è successo il 10 gennaio. Ha solo 16 anni, non dobbiamo dimenticarlo». E’ seguito da psicologi e psichiatri, mentre gli agenti lo controllano giorno e notte per il timore che commetta gesti autolesionistici.

Ma se il legale valuta l’eventualità di procedere con una perizia psichiatrica, il collega Mangaroni Brancuti ha già nominato due periti. «Hanno già incontrato Manuel – sottolinea – e sulla base della loro relazione decideremo se procedere con la perizia. La procura? Non so che intenzioni abbia». Altri interrogatori all’orizzonte non sono stati fissati, anche se entrambe le difese non lo escludono. Poi c’è il movente, ancora tutto da chiarire secondo Gloria Bacca: «Non c’entrano i soldi, non c’entra l’odio verso la madre, i brutti voti a scuola o altre ipotesi fantasiose che ho sentito fare. La situazione è molto più complessa di quanto si possa credere e va ricercata nella personalità e psicologia di tutti i soggetti coinvolti». Manuel, esecutore materiale dell’assassinio della coppia massacrata nel sonno, continua a ripetere che sarebbe stato soggiogato dall’amico («io per Riccardo avrei fatto di tutto») e pagato per agire. Vincelli, invece, rigetta queste affermazioni e va all’attacco sostenendo che sarebbe stato lui ‘vittima’ di Sartori, dal carattere più forte. «Manuel è stato manovrato – riprende l’avvocato di quest’ultimo –, e se ora l’amico sostiene il contrario dovrà dimostrarlo».

Poi c’è l’annoso caso dell’eredità dei coniugi di Pontelangorino, parte della quale paradossalmente potrebbe andare proprio a chi ha studiato a tavolino la carneficina. «Riccardo – chiarisce il legale – ha diritto alla successione, salvo che il fratello non faccia causa. Certo è che oggi è capace di succedere perché è di fatto indagato, ha una misura cautelare personale e solo nel momento di una sentenza passata in giudicato, e di fronte ad un’azione del fratello, il diritto verrebbe a cadere». E di Manuel? «No, non ne vuole più sentire parlare».