Ferrara, 12 febbraio 2017 - Una giornata, quella di ieri, che molti giovani di Pontelangorino, non dimenticheranno facilmente. Da un incontro e da una messa sono usciti una serie di concetti e di propositi che possono fare della vita dei giovani un’esperienza straordinaria. Pontelangorino un mese dopo il duplice omicidio dei coniugi Vincelli per mano del loro figlio 16enne Riccardo e del suo amico fraterno, il 17enne Manuel Sartori, ricorda la tragedia. Ma non per giudicare o criticare. Per costruire. Alle 18, nella chiesa di Pontelangorino l’arcivescovo Luigi Negri, ha celebrato una messa in suffragio dei coniugi uccisi e in ricordo dei giovani.

Prima della messa Negri, insieme a monsignor Massimo Manservigi, il parroco di Pontelangorino don Marco Polmonari, don Roberto Pambianchi della pastorale giovanile e alcuni educatori, ha incontrato una ventina di giovani dai 14 ai 18 anni per un confronto aperto su come affrontare la vicenda. Monsignor Negri ha ascoltato con attenzione, risposto e dialogato con i ragazzi. «Per un’esperienza educativa completa – ha detto l’arcivescovo – devono allearsi chiesa, genitori e ragazzi. Non dico che con questa unità si eviti il peccato, ma insieme è più difficile che il male ghermisca, perché il maligno aggredisce chi è solo, perché la solitudine porta alla vulnerabilità. Ricordiamo sempre che un adulto dice al giovane camminiamo insieme, solo così si cresce. Ricordatevi dell’amicizia, un sentimento che nei giovani scatta nel momento in cui si comprende l’aiuto. Dovete sentirvi preoccupati di quelli che rischierebbero di essere abbandonati, sarebbero perduti». Poi il discorso è arrivato alla tragedia con interventi sia di Negri che di Manservigi che hanno sottolineato che se una compagnia è buona errori come questi non avvengono, la solitudine delle persone non va riempita con il superfluo con la comunione dei sentimenti. 

Don Pambianchi ha ricordato che la sorgente dei valori personali è Gesù. In chiesa non più di un centinaio di persone, il coro dei giovani della parrocchia ad accompagnare la messa e nel terzo banco, di fronte all’altare la famiglia Sartori. Negri ha iniziato l’omelia ricordando le due letture ed il vangelo, che hanno parlato di leggi e composto la prospettiva di una vita di fede. «Senza le leggi da seguire – ha detto l’arcivescovo – la grandezza non si sviluppa. Sono venuto per incontrare questa comunità così duramente provata e per rinnovare la mia stima, fiducia, gratitudine ed ammirazione a don Marco Polmonari, per quel che sta facendo, per l’aggregazione con i giovani, per non lasciarli soli, che ha saputo reggere con coraggio e determinazione di fede una comunità duramente provata da un vero e proprio terremoto emotivo. Dio ha dato questa prova per far crescere la comunità. Dio nell’ora della prova ha riconosciuto la capacità di questa comunità di incontrarlo. Le prove non vengono per distruggere una comunità, ma per rafforzarle e maturarle. Vi sono vicino, con il cuore».

Durante la messa monsignor Negri ha offerto il segno della pace alla famiglia Sartori ed alla fine del rito religioso, in sagrestia ha incontrato i genitori di Manuel e i due fratelli insieme al sindaco di Codigoro.