Branchi di daini in giro per il lido
Branchi di daini in giro per il lido

Lido Volano (Ferrara), 6 aprile 2020 -  La ‘desertificazione’ del più naturale dei Sette Lidi, complice la ‘serrata’ per il Coronavirus, ha portato i daini che normalmente vivono nel grande bosco, ad osare passeggiate tra case e per le strade. Le segnalazioni sono sempre più frequenti e al momento non creano allarme, proprio perché persone e auto si contano sulle dita di una mano. E’ dunque la natura che a fronte di un forzoso ‘arretramento’ dell’uomo, riconquista spazi, molti dei quali lel erano stati sottratti forse troppo in fretta e con violenza in alcuni casi, creando così nuove forme di convivenza. Non è infrequente osservare fra i cespugli delle area verdi, fra le vie del Lido, le suggestive maculature dei daini, i palchi che si mimetizzano fra i rami, immobili o intenti a brucare l’erba con la calma che li caratterizza, fino a quando non si sentono in pericolo per l’avvicinarsi di una macchina o una moto e allora scappano, correndo o saltando, con grazia e delicatezza, come solo questi ungulati sono capaci di esprimere.

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"È uno spettacolo nello spettacolo – afferma un operatore turistico del Lido – che riscalda il cuore e ci avvicina alla natura, facendoci comprendere come dovremmo, alla luce di questa tragica esperienza, trovare un nuovo modo di conviverci, magari rispettandola sempre più". Fra i rischi di questo spopolamento dei centri turistici, c’è quello che uomini senza scrupoli ne approfittino uccidendo nottetempo questi animali per poi rivenderne la carne, facilitati in questo caso dalla quasi totale assenza di persone che possano segnalare i loro movimenti sospetti. Aprile è il mese nel quale i maschi dei daini perdono i palchi che ricominceranno a crescere dopo qualche giorno dalla loro caduta, che si completa normalmente in circa quattro mesi. Si nutrono generalmente in due periodi distinti della giornata, all’alba e al tramonto. La popolazione di questa specie è in costante aumento, poiché la densità massima di questi animali, dai 12 ai 18 capi ogni cento ettari, è ampiamente superata. A conferma di ciò, ricordiamo che il censimento dello scorso anno, la popolazione minima presente nell’area era di oltre 200 esemplari, un dato che potrebbe essere sottostimato rispetto alla realtà. Da più di un anno sia il direttore del Parco del Delta del Po Maria Pia Pagliarusco che l’ex sindaco di Comacchio Marco Fabbri, in accordo con gli altri enti, chiedono che i daini vengano prelevati per ridurne la presenza, poiché al di là del piacere che si prova nel vederli non si deve dimenticare che creano danni ed incidenti ogni volta che un automobilista o un motociclista se li trova sulla propria strada.