L’ingresso della scuola comunale di corso Biagio Rossetti (foto Businesspress)
L’ingresso della scuola comunale di corso Biagio Rossetti (foto Businesspress)

Ferrara, 16 settembre 2020 - E’ una maestra della ‘Casa del Bambino’ (la scuola comunale d’infanzia di corso Biagio Rossetti), la prima ‘tata’ positiva al Covid. E la scoperta ha fatto scattare immediatamente il protocollo di sicurezza, con la quarantena che riguarda, oltre all’educatrice, anche una sua collega e 14 bambini del gruppo-sezione di cui è responsabile. Si tratta di misure sanitarie che non comportano, innanzitutto, alcuna sospensione dell’attività didattica nella scuola materna di corso Biagio Rossetti.

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Ieri, all’uscita degli alunni, è stata attuata un’immediata e radicale sanificazione straordinaria di tutti gli ambienti: non solo degli spazi utilizzati dalla sezione in cui opera l’educatrice risultata contagiata dal Covid, ma anche di tutto il resto della struttura, mensa completa. Perciò da oggi non ci sarà alcun problema per la regolare attività delle altre cinque sezioni – la ‘Casa del Bambino’ ha 150 bambini iscritti –, né da parte delle autorità sanitarie o dal Comune sono state adottate misure ulteriori, oltre a quelle che riguardano come detto la maestra positiva, la collega e la specifica ‘bolla’ di bambini.

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Ma facciamo un passo indietro. L’alert è scattato proprio per iniziativa dell’educatrice, che ieri mattina ha comunicato personalmente alla referente della scuola e all’Istituzione Servizi Educativi l’esito del tampone, che evidenziava la sua positività al virus. Come da protocollo, è scattata l’immediata informativa al Dipartimento di Salute Pubblica dell’Azienda Usl. E sono state poste in essere le procedure per la gestione di casi e focolai di Covid all’interno delle scuole d’infanzia. Nelle quali, come noto, da quest’anno si opera con la logica della cosiddetta ‘bolla’. Le varie sezioni della materna, infatti, svolgono attività isolate l’una dall’altra, proprio per poter intervenire in simili casi di positività, isolando i casi sospetti e confinando i potenziali contagi. Perciò, dopo la comunicazione, educatrici e bambini sono stati immediatamente posti in quarantena (ossia in isolamento domiciliare), in attesa anche dei necessari approfondimenti diagonistici, che sono stati immediatamente richiesti e previsti. Tamponi e test, dunque.

Mentre per il resto del personale, e soprattutto per gli altri bambini, non si rende necessario alcun tipo di provvedimento sanitario, nemmeno di tipo precauzionale. La ‘Casa del Bambino’ ieri è rimasta aperta sino all’uscita dell’ultimo piccino – dopo di che sono entrate in azione le squadre per la sanificazione straordinaria –, e stamattina aprirà i battenti per accogliere gli iscritti. Anche quelli, fra l’altro, che fanno parte della ‘bolla/sezione’ gestita dalle due educatrici ora in isolamento: si tratta dei bimbi che non hanno frequentato la scuola nei primi giorni di attività, e che sono entrati in classe (gradualmente, come sempre avviene nelle scuole d’infanzia) tra lunedì e ieri. Senza perciò avere la minima possibilità di entrare in relazione con la ‘tata’ risultata positiva, con l’altra educatrice e, di fatto, con i propri compagni di sezione.

In questa fase di quarantena, secondo quanto prevedono le linee guida del Ministero e della Regione (le ultime indicazioni risalgono al 10 settembre), le autorità sanitarie attueranno il monitoraggio costante della situazione, sia relativa all’educatrice che alle altre persone, grandi e piccole, poste immediatamente in quarantena per precauzione.