La bolla di plastica di prova allestita in piazza Cortevecchia dal bar Foggy Mug
La bolla di plastica di prova allestita in piazza Cortevecchia dal bar Foggy Mug

Ferrara, 22 ottobre 2020 - La nuova frontiera delle distese dei bar potrebbe partire dalle bolle di plastica. Per la verità, l’idea di installare queste specie di mini igloo plastificati all’interno dei quali consumare aperitivi e caffè è già piuttosto in voga nelle grandi città europee e non solo. Da Amsterdam a New York, passando per Londra. Lo spunto l’ha colto il ‘Foggy Mug’, il bar di Guido Baroni. Ancora non c’è nulla di ufficiale "perché aspettiamo il via libera di amministrazione e Soprintendenza" ma l’idea potrebbe essere innovativa e risolvere parzialmente i problemi legati al contingentamento degli spazi, nel solco di quanto prevede il nuovo Dpcm.

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"Queste tensostrutture – spiega Baroni – sono facilmente montabili in poco tempo e permettono ai pubblici esercizi di ovviare al problema degli spazi. Attualmente abbiamo una distesa di diciassette tavolini però, avviandoci verso l’irrigidimento delle temperature e la brutta stagione, non potremo più sfruttarli. Non volendo installare la classica distesa con il plexiglass e la copertura, abbiamo pensato a questa soluzione". Che peraltro, come osserva il titolare del bar, "è poco invasiva ma allo stesso tempo è innovativa". L’idea di Baroni è quella di installarne sei lungo il lato della piazza Cortevecchia lungo il quale ora sono distribuiti i tavolini.

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La bolla di plastica di prova allestita in piazza Cortevecchia dal bar Foggy Mug


Per ora, Foggy Mug ha deciso di installarne una sola "di prova, per capire l’impatto che aveva sul contesto urbano nel quale verranno inserite". Certo "sicuramente perderemo qualche posto a sedere, ma almeno riusciamo a lavorare anche d’inverno". Sfruttando in particolare la possibilità garantita dal Comune di non pagare la tassa sull’occupazione di suolo pubblico, quantomeno fino al 31 dicembre.

Adesso comunque l’assessore al Commercio Matteo Fornasini sta valutando l’ipotesi di allungare l’esenzione dal pagamento di questa imposta anche oltre il termine di fine anno. Le ‘bolle’, qualora dovessero avere il placet da Comune e Belle Arti "potranno ospitare al massimo sei persone – continua ancora Baroni – e verranno regolarmente sanificate ogni volta che la clientela cambierà, attraverso un macchinario apposito che utilizza l’ozono". L’idea di Baroni è quella di "arredare ogni ‘bolla’ in maniera diversa, disponendo tre sedie e tre pouf in ognuna". Anche perché d’ora in poi il bar "farà un salto di qualità, organizzando aperitivi a base di cibi e vini selezionati". L’auspicio di Baroni è che la Soprintendenza possa dare il placet, fermo restando che l’assessore Andrea Maggi (che ieri mattina ha visionato personalmente le bolle) sembra essere dell’idea di concedere il permesso per l’installazione, perché "potrebbe essere un modello esportabile anche in altre zone della città".