L’andamento sempre più mordace della pandemia non fa sconti. Le esigenze aumentano sempre di più e, per i pazienti positivi senza particolari complicazioni, occorre trovare una sistemazione alternativa alle strutture sanitarie per liberare i posti letto. Ecco spiegato il ricorso all’hotel Astra, unica struttura della provincia abilitata a ospitare pazienti positivi che hanno la necessità di scontare il periodo di quarantena. "Nelle...

L’andamento sempre più mordace della pandemia non fa sconti. Le esigenze aumentano sempre di più e, per i pazienti positivi senza particolari complicazioni, occorre trovare una sistemazione alternativa alle strutture sanitarie per liberare i posti letto. Ecco spiegato il ricorso all’hotel Astra, unica struttura della provincia abilitata a ospitare pazienti positivi che hanno la necessità di scontare il periodo di quarantena. "Nelle ultime due settimane – spiega il titolare della struttura ricettiva Nicola Scolamacchia – abbiamo avuto un sensibile incremento di ingressi nella nostra struttura. Attualmente, abbiamo circa venticinque stanze occupate". Anche l’albergatore ci tiene a precisare che sostanzialmente "si tratta di pazienti che non hanno complicazioni dovute al covid – dice a chiare lettere – anzi, si tratta per la stragrande maggioranza di asintomatici che non hanno modo di passare la quarantena altrove". Per lo più, i pazienti che vengono destinati all’hotel Astra, sono dislocati in camere singole. Per circa il 90% dei casi. Anche se, conferma Scolamacchia, "non sono mancati i casi nei quali abbiamo avuto coppie che hanno passato il periodo di isolamento assieme, oppure mamme con bambini che non potevano essere separati". L’andamento degli accessi all’Astra è stato ’a fisarmonica’, in base alla recrudescenza della pandemia e alla diffusione del contagio. Scolamacchia fa presente che, seppur attualmente gli ingressi siano sensibilmente aumentati, "non siamo ancora al completo dal punto di vista dell’occupazione complessiva delle stanze che abbiamo messo a disposizione per questa tipologia di servizio". "Attualmente – riprende – lo stato di occupazione delle stanze è su per giù al 60%.

L’Ausl infatti ci ha chiesto una disponibilità di alloggi pari a quaranta camere". Spazi che la struttura ha a disposizione anche a fronte di una scarsa domanda turistica. "Anche nei periodi pre pandemici – riconosce il titolare dell’albergo – dopo le vacanze natalizie e per tutto il mese di gennaio, inizia un periodo di sostanziale ’ferma’ dei flussi turistici. Ora, questo trend, è ulteriormente aggravato dalla persistenza dell’emergenza pandemica che sembra non darci pace".

Federico Di Bisceglie