FEDERICO MALAVASI
Cronaca

Crac Magazzini Darsena. Accusato di bancarotta, . Mascellani va a processo. Prima udienza a gennaio

Ieri mattina la discussione davanti al gup Danilo Russo, disposto il rinvio a giudizio. Sotto la lente alcuni passaggi di denaro tra imprese dello stesso gruppo. La difesa ha chiesto il non luogo a procedere. Il verdetto all’ora di pranzo.

Crac Magazzini Darsena. Accusato di bancarotta, . Mascellani va a processo. Prima udienza a gennaio

Crac Magazzini Darsena. Accusato di bancarotta, . Mascellani va a processo. Prima udienza a gennaio

Roberto Mascellani andrà a processo. A deciderlo è stato il giudice dell’udienza preliminare Danilo Russo al termine dell’articolata discussione celebrata ieri mattina in tribunale. Al centro del procedimento che con l’anno nuovo approderà in fase dibattimentale c’è la lunga e complessa vicenda giudiziaria che vede il noto imprenditore ferrarese imputato per bancarotta in relazione al fallimento della Magazzini Darsena, società collegata alla ex Sinteco. Sotto la lente dei magistrati alcuni passaggi di soldi da un’azienda a un’altra dello stesso gruppo, che per gli investigatori sarebbero state in realtà distrazioni di fondi dal capitale delle imprese, con denaro finito anche all’estero. Per la difesa si trattava invece di operazioni compensative, senza distrazione di risorse tra le aziende collegate.

Nel corso delle indagini, la procura ha posto sotto sequestro la considerevole cifra di quattro milioni di euro. Sequestro più volte impugnato dalla stessa difesa dell’imprenditore, fino all’ultimo pronunciamento del tribunale collegiale che, a inizio ottobre in sede di rinvio, lo ha confermato.

L’udienza preliminare si era aperta con un lungo interrogatorio. L’imprenditore aveva parlato per oltre quattro ore davanti al giudice, rispondendo a tutte le domande, chiarendo "la natura non distrattiva delle operazioni" e spiegando "perché ho ricomprato dopo alcuni mesi le azioni Carife in mio possesso che avevo ceduto a società del gruppo". Mascellani aveva inoltre precisato come non ci fossero "imputazioni di reato che riguardassero le operazioni fatte con l’estero, per il semplice motivo che erano state condonate nel 2009 con lo scudo fiscale Tremonti". L’imputato ha deciso di non sottoporsi a riti alternativi ma di discutere l’udienza preliminare, ‘giocandosi’ il rinvio a giudizio o il proscioglimento. Ieri mattina, come anticipato, le parti sono arrivate alla fase della discussione. Il pubblico ministero Stefano Longhi, al termine della sua requisitoria, ha chiesto per l’imprenditore ferrarese il rinvio a giudizio. La difesa di Mascellani, affidata all’avvocato Lorenzo Valgimigli, ha invece insistito per il non luogo a procedere. In apertura di udienza preliminare si era costituto parte civile l’avvocato Stefano Belbo del foro di Bologna, per la curatela fallimentare della società Magazzini Darsena.

Al termine della discussione, il giudice si è ritirato per uscire un’ora più tardi con la sentenza. Il tribunale ha disposto il rinvio a giudizio per Mascellani, fissando la prima data del processo al 10 gennaio. Approda così in fase dibattimentale una vicenda lunga e complessa, iniziata ormai sette anni fa quando, nell’estate del 2016, fu aperto il fascicolo d’indagine dall’allora procuratore capo Bruno Cherchi, poi portato avanti dal sostituto Longhi. Al momento nessun commento da parte dell’imprenditore.