FEDERICO MALAVASI
Cronaca

Crac Magazzini Darsena. Mascellani dopo il verdetto: "Rammaricato ma sereno, attacchi di natura moralistica"

Il legale dell’imprenditore commenta il rinvio a giudizio: "Quelle operazioni erano legittime. Per lui una sovraesposizione accusatoria, speriamo ora di sanare questo squilibrio".

Crac Magazzini Darsena. Mascellani dopo il verdetto: "Rammaricato ma sereno,  attacchi di natura moralistica"

Crac Magazzini Darsena. Mascellani dopo il verdetto: "Rammaricato ma sereno, attacchi di natura moralistica"

Rammaricato ma sereno. Sono gli stati d’animo tra i quali oscilla Roberto Mascellani, rinviato a giudizio lunedì mattina con l’accusa di bancarotta. L’imprenditore ha scelto di non commentare il verdetto emesso dal giudice Danilo Russo al termine dell’udienza preliminare. Il suo pensiero è affidato alla penna del suo difensore, l’avvocato Lorenzo Valgimigli. Le riflessioni sulla sentenza che ne dispone il giudizio sono vergate a freddo, a 24 ore dal dispositivo. "L’ingegner Mascellani – afferma il legale – è molto rammaricato per il suo rinvio a giudizio e nondimeno affronterà serenamente il dibattimento per la prima volta nella sua vita e nella sua lunga carriera di imprenditore. Egli è consapevole che solo il dibattimento potrà fare chiarezza sulle accuse a lui rivolte e crede fermamente nella terzietà dei giudicanti". Al centro del processo che si celebrerà a partire dal 10 gennaio davanti al collegio ci sono le vicende legate al fallimento della Magazzini Darsena, società collegata alla ex Sinteco. Sotto la lente della procura sono finiti alcuni passaggi di soldi da un’azienda all’altra dello stesso gruppo, ritenute da pm e guardia di finanza distrazioni di fondi dal capitale delle imprese, con denaro finito anche all’estero. Accuse sin da subito respinte dall’imprenditore, per il quale si tratterebbe di operazioni compensative, senza alcuna distrazione di risorse tra le aziende collegate.

Secondo il legale dell’imprenditore, "non può non prendersi atto della sua sovraesposizione accusatoria, forse perchè nessuno è profeta in patria, avendo dovuto constatare che la procura ha positivamente chiesto l’archiviazione per i dirigenti della Carife, sul presupposto che gli episodi astrattamente dissipativi fossero troppo distanti nel tempo per poterli ricollegare all’intervenuto fallimento, secondo i recenti orientamenti della Cassazione. E tuttavia la stessa regola non ha ritenuto di applicare nel procedimento che lo vede imputato, contestandogli episodi del 2005 e del 2006 e ritenendoli in danno dei creditori per un fallimento intervenuto otto anni dopo".

Valgimigli esprime "perplessità" per "il vaglio critico operato dall’ufficio gipgup, registratore assai sensibile nell’archiviare per relationem, quando ne sia richiesto dal pm, e nel disporre invece il rinvio a giudizio, per legge immotivato, nel caso di conforme alternativa richiesta". Mascellani ribadisce "la legittimità delle operazioni che oggi vengono a lui addebitate, contestazioni che, peraltro, vengono sollevate con modalità connotate da carica stigmatizzante e discredito di natura moralistica, evocando come illecite operazioni bancarie con l’estero, come se fossero di per sé illegali, là ove erano tutte annotate nelle scritture contabili del gruppo". La difesa dell’imprenditore si è inoltre detta meravigliata che la procura ed il gip "abbiano ritenuto responsabile di ogni singolo fatto, nessuno escluso, il solo Mascellani, come se si trattasse di un imprenditore individuale e non di un articolato gruppo societario assoggettato a varie forme di controllo interno ed esterno. In nessuna considerazione poi – conclude il legale – sono state trattate le vere cause del fallimento, in alcun modo rinvenibili nelle risalenti operazioni contestate, ma pacificamente riferibili al contesto della gravissima crisi immobiliare del 20082009, che, come noto, colpì l’intera economia".

Mascellani "confida , tuttavia, che il tribunale possa giudicarlo serenamente e nel rispetto dei principi del diritto, riequilibrando con il dibattimento quello squilibrio al quale si è assistito sino ad oggi".