Crisi di Personale in Spiaggia, Bagnini Sempre Più Rari e Professionalità in Calo

I titolari di stabilimenti balneari lungo la costa marchigiana lamentano la mancanza di personale qualificato e la scarsa attrattiva di questi mestieri, che rappresentano il 15% del Pil nazionale. Una situazione che rischia di compromettere la stagione estiva.

"Fino al 15 giugno è stata un’impresa trovare i bagnini, tutti i ragazzi erano ancora a scuola. Ma questa è solo una faccia della medaglia", sostiene Gianni Nonnato, presidente del consorzio Lido Nazioni, titolare dello Chalet del Mare. L’altra faccia la descrive senza mezzi termini. "I giovani che vogliono fare questo mestiere sono sempre di meno – afferma –. Poi succede di tutto, non si presentano sul posto di lavoro, chiedono di fare magari una ventina di giorni perché poi devono andare in vacanza. Tutto giusto, per carità. La morale? Molti di noi hanno dovuto correre ai ripari perché rischiavi di non riuscire ad aprire lo stabilimento perché magari ti trovavi all’improvviso senza personale. Ormai ogni anno siamo in questa situazione drammatica. E non parlo solo per i bagnini del salvataggio. Non ci sono i ragazzi che aprono e chiudono gli ombrelloni, i camerieri, baristi, cuochi. Una situazione ormai endemica e che riguarda tutte le spiagge, fino al Conero". Giuseppe Carli, titolare del bagno Astor, è presidente dell’associazione stabilimenti balneari di Porto Garibaldi.

"Noi qui siamo in famiglia, abbiamo tutti il bevetto – precisa –, così se manca il bagnino saliamo noi sulla torretta. La sua presenza sulle spiagge è obbligatoria. Devi avvertire la capitaneria di porto, spiegando i motivi dell’assenza. Devi anche affiggere i cartelli per avvisare i turisti. Ormai il fascino del bagnino è finito. Un altro dei motivi che hanno determinato il calo sono anche gli alti costi di formazione, i soldi che alla fine devi pagare per arrivare al brevetto. E poi diciamocelo, fare il ’bagnino di terra’ è faticoso. Devi stare per ore al sole, ai ragazzi non piace". Nicola Ghedini, gestore del Bagno Kursaal di Lido di Spina, è il presidente di Cna Balneari. Sottolinea un altro aspetto cruciale. "C’è chi viene a lavorare qui pensando di guadagnare la ’sabadina’, bisogna invece capire che si tratta di mestieri che richiedono una forte professionalità. Ed è questa professionalità che ormai manca, è merce rara. Da qui le difficoltà di reclutare personale in un settore, qualcuno forse lo ha dimenticato, che rappresenta il 15% del Pil. Il turismo va valorizzato, è un valore per tutto il Paese".

m. b.