Simone Cristicchi sul palco del Teatro Comunale (foto Marco Caselli Nirmal)
Simone Cristicchi sul palco del Teatro Comunale (foto Marco Caselli Nirmal)
di Francesco Franchella "Un teatro chiuso dovrebbe essere un crimine, un lutto per tutta la città. Il teatro è un essere vivente: respira, pulsa", dice Simone Cristicchi, cantautore, che in maniera eclettica e polivalente, ha fornito le più disparate interpretazioni artistiche al pubblico italiano e mondiale. Le stesse interpretazioni, che ora mette al servizio della città di Ferrara e del Teatro Comunale, con una produzione delle Fondazioni Teatro Comunale di Ferrara e Modena e con la preziosa collaborazione di TV2000: il 30 dicembre, infatti, alle ore 21.50, andrà in onda lo spettacolo "Cantata d’autore", di e con Simone Cristicchi, che con l’Accademia Corale Vittore Veneziani e con l’Orchestra...

di Francesco Franchella

"Un teatro chiuso dovrebbe essere un crimine, un lutto per tutta la città. Il teatro è un essere vivente: respira, pulsa", dice Simone Cristicchi, cantautore, che in maniera eclettica e polivalente, ha fornito le più disparate interpretazioni artistiche al pubblico italiano e mondiale. Le stesse interpretazioni, che ora mette al servizio della città di Ferrara e del Teatro Comunale, con una produzione delle Fondazioni Teatro Comunale di Ferrara e Modena e con la preziosa collaborazione di TV2000: il 30 dicembre, infatti, alle ore 21.50, andrà in onda lo spettacolo "Cantata d’autore", di e con Simone Cristicchi, che con l’Accademia Corale Vittore Veneziani e con l’Orchestra Città di Ferrara, trasmetterà dal palcoscenico dell’Abbado. Un evento che doveva inaugurare la stagione di lirica 20202021, che per ragioni ormai note non è stata presentata. "Cantata d’autore" è un viaggio musicale, che restituisce voce agli ultimi: il consolidato repertorio di Cristicchi, si alternerà ad alcuni omaggi al grande cantautorato italiano, da De André a Sergio Endrigo. Nello spettacolo trovano spazio anche poesie e monologhi tratte dalle varie opere e rappresentazioni di successo di Cristicchi, come "Magazzino 18", "Mio nonno è morto in guerra" oppure "Orcolat 76". "Da ragazzino - racconta il cantante-poeta - mi chiamavano ‘100 lire’, perché giravo per le strade di Roma con il vizio di guardare sempre per terra in cerca di qualcosa di significativo", era curioso, Cristicchi, e "la curiosità è il super potere dei bambini: ti fa vedere il mondo in un altro modo. La curiosità ti salva la vita". Per lo spettacolo del 30 dicembre, ripreso dalle telecamere di TV2000 sotto la regia di Alessandro Tresa, Cristicchi ha riportato alla luce vecchi ricordi "come vecchi mobili colorati, che ho rispolverato e che voglio mostrare a tutti attraverso la grande macchina che è il teatro". Le quinte si apriranno sull’attualità, con una poesia che ha scritto durante il lockdown, "Il primo giorno del nuovo mondo". Quindi, con un lungo flashback, ci porterà fino ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, "metafora della guerra che in questo periodo stiamo vivendo con noi stessi", che coinvolgerà i canti degli alpini, con Signore delle Cime.

Attraverserà, poi, tematiche quali l’esilio, l’anzianità e la follia: ai "matti" Cristicchi ha dedicato la canzone vincitrice del Festival di Sanremo del 2007, "Ti regalerò un rosa". "La follia - spiega - diviene didattica nel mondo dei cosiddetti ‘normali’". Infine, la conclusione dello spettacolo: un messaggio di speranza, un vero e proprio augurio, con l’inedito "Dalle tenebre alla luce". Ad accoglierlo in città, l’assessore alla cultura, Marco Gulinelli, che ha espresso parole di gratitudine e ammirazione nei confronti di Cristicchi, "un esempio di come un artista giovane con una carriera impreziosita da tanti riconoscimenti, possa evolvere anche in espressioni quali il teatro e la televisione". Poi l’assessore cita il neo direttore generale della Fondazione Teatro Comunale, Moni Ovadia, "‘I premi vanno dati ai giovani’: così da stimolare quella inventiva e quella creatività di cui Cristicchi è protagonista". L’evento è una prima assoluta, uno spettacolo di grande livello: "sono appena arrivato - dice Ovadia - e già si vola in alto. Ed entrare volando in alto, è di grande auspicio per il futuro". Il teatro è una forma culturale unica, "può dire la verità attraverso la finzione - conclude il direttore dell’Abbado - vorrei che fosse materia d’obbligo in tutte le scuole".