Polizia stradale
Polizia stradale

Ferrara, 9 febbraio 2019 - Fermato sulla tangenziale Sud di Torino perché guidava parlando al cellulare. Ma l’infrazione al codice della strada non era nulla rispetto a quello che lo aspettava se la polizia stradale avesse controllato il retro della sua auto. Nel bagagliaio della macchina, una Volkswagen Golf, nascondeva infatti 25 chili di hashish. Al volante della vettura c’era Roberto Arziliero, 59enne residente a Migliaro. Alle spalle ha un ricco curriculum criminale che affonda le radici tra i ranghi della ‘Mala del Brenta’. Gli agenti aprono il baule e trovano la ‘sorpresa’. Scoperta la droga che il 59enne nascondeva in auto, gli agenti della Polstrada lo hanno immediatamente arrestato per detenzione di stupefacenti.

Arziliero, si diceva, ha trascorsi criminali di spessore. Tra questi, una lunga serie di assalti ai bancomat e alle casse continue, colpi messi a segno utilizzando gli esplosivi. Non mancano poi accuse per furto aggravato, rapina, ricettazione e traffico internazionale di stupefacenti. Arziliero era legato a una delle bande che ruotavano attorno a Felice Maniero, soprannominato ‘Faccia d’Angelo’, capo della ‘Mala del Brenta’, che venne arrestato a Torino, in via XX Settembre, il 12 novembre 1994.

In particolare, il 59enne di Migliaro faceva parte della batteria che nel 1999 fece esplodere la cassa continua di un Conad di Torino. Quel colpo finì con una sparatoria dove morì uno dei malviventi, Adolfo Menegatti. Di recente era finito a processo per una rapina messa a segno sul ponte del canale Logonovo, Lido Estensi, ai danni del direttore di una filiale della Carife. Alla sbarra, insieme al 59enne, erano finite altre due persone. Alla fine però, nel marzo dell’anno scorso, tutti e tre vennero assolti. Scampato il rischio di finire di nuovo dietro alle sbarre, Arziliero non ci ha messo molto a mettersi di nuovo nei guai.