I soccorritori del 118 impegnati nell’intervento; nel riquadro Eleonora Malaguti
I soccorritori del 118 impegnati nell’intervento; nel riquadro Eleonora Malaguti

Vigarano Pieve (Ferrara), 14 gennaio 2020 - Un malore, probabilmente un infarto fulminante ha portato via per sempre all’affetto della sua famiglia Eleonora Malaguti, ad appena 45 anni. Ieri pomeriggio, era andata a prendere la figlia a scuola, insieme a un’amica che avrebbe trascorso con loro il pomeriggio, ed era arrivata con l’auto, una Fiat Punto, fino davanti a casa, in via della Fornace.

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Ha parcheggiato e stava per scendere quando si è sentita male. Forse il malore lo aveva percepito anche prima, ma ha portato a termine la sua missione: fermare l’auto in sicurezza. Mancavano pochi minuti alle 15. Ed è stata la figlia, che frequenta la scuola media, a dare l’allarme.

"Abbiamo sentito la ragazza che chiedeva aiuto – racconta un vicino – era scesa dall’auto. Era disperata". Dalla richiesta alla chiamata al 118 sono passati pochi secondi. Immediato l’arrivo dei sanitari, che hanno estratto la donna dall’auto e sul marciapiede hanno tentato di rianimarla, instancabilmente, credendoci fino all’ultimo istante, per più di venti minuti. Un tentativo disperato di salvare una giovane madre. La donna, che lavora a Porotto nella macelleria vicino al Teatro Verdi, ieri era a casa dal lavoro e come era sua abitudine, era andata a prendere la figlia e un’amica di lei, perché trascorressero un pomeriggio di studio e condivisione.

"Era una donna bellissima e gentile, di una grazia rara – raccontano i vicini di casa tra le lacrime, nel quartiere residenziale –. Era sempre con la famiglia e con i suoi figli, viveva per loro, per la loro felicità, dedicando il suo tempo nella condivisione della vita quotidiana, giornate per crescere apprezzando tutti gli aspetti che una famiglia unita coglie. Abitavano qui da non molto tempo, ma il sorriso di Eleonora ha subito conquistato tutti. È una famiglia esemplare. Questo dramma ci addolora e ferisce tutti noi. Sono persone davvero brave. Una famiglia speciale. Che debbano vivere questa tragedia è terribile".

"L’ho incontrata anche domenica mentre portava a spasso il cane che avevano appena preso: aveva sempre un saluto e un sorriso per tutti. La sua cortesia era un esempio. Ci siamo affezionati tutti a loro da subito. Pensiamo ora al marito Massimo, al suo dolore, al dramma dei figli, un maschio e una femmina, appena ragazzi, bravissimi e molto legati alla madre. Devono farsi forza, anche se non esistono parole per aiutarli". Proprio il marito, chiamato urgentemente mentre era al lavoro, ha seguito ogni istante dei tentativi dei sanitari di rianimare la moglie. le è stato vicino fino all’ultimo istante. Poi, la disperazione in un abbraccio che non voleva finire mai.