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22 mag 2022

"Elettrodomestici e mobili, acquisti sotto la media"

Beni durevoli, lo studio di Findomestic sulle spese delle famiglie ferraresi "A rilento gli articoli per la casa, i computer e i tablet. Si salva la telefonia"

22 mag 2022
Una commessa in un negozio di elettrodomestici (. foto di repertorio
Una commessa in un negozio di elettrodomestici (. foto di repertorio
Una commessa in un negozio di elettrodomestici (. foto di repertorio
Una commessa in un negozio di elettrodomestici (. foto di repertorio
Una commessa in un negozio di elettrodomestici (. foto di repertorio
Una commessa in un negozio di elettrodomestici (. foto di repertorio

Pandemia, crisi e guerra incidono ancora sul nostro portafoglio. Nostro, inteso come ferraresi ma anche come emiliano-romagnoli: già, perché secondo i dati dell’osservatorio Findomestic, la spesa per i beni durevoli nella nostra regione – nel 2021 – è risultata più bassa della media nazionale. E la nostra città, in tal senso, non segna numeri eccezionali. A livello generico, comunque, l’Emilia Romagna ha visto un aumento (sempre in riferimento all’acquisto dei cosiddetti beni durevoli, ovvero automobili, elettrodomestici e telefonia) del 12,3%, pari a 6.370 milioni di euro, contro un +13,6% del resto d’Italia. "A rallentare la crescita regionale è stata soprattutto la debole ripresa della spesa per l’acquisto di auto nuove, rimasta ai livelli depressi del 2020: +0,1%, uno dei risultati peggiori su tutto il territorio nazionale" asserisce Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio.

A livello locale, le cose non sono andate tanto meglio. Partiamo da un dato: nel 2021, nella nostra provincia, il reddito per abitante (22.289 euro) è cresciuto del 6,1% (nel 2020 era pari a 20.998 euro). Peggio di noi, in valore assoluto, hanno fatto solo Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Complessivamente, i ferraresi hanno acquistato beni durevoli per 491 milioni di euro: un aumento, rispetto ai dodici mesi precedenti, del 12,5%, con una spesa media familiare pari a 3.044 euro. La mobilità, invece, è stato l’unico ambito nel quale i nostri consumi sono aumentati più del dato regionale: +2,5% le auto nuove, per un valore pari a 125 milioni di euro, e +12,5% quelle usate (124 milioni). Segno positivo anche per il comparto dei motoveicoli (addirittura +30,6%, con un esborso di 10 milioni): qui, però, la spesa media per famiglia, pari a soli 59 euro, è risultata essere la più bassa di tutta l’Emilia Romagna. Oltre a ciò, vi è anche il mondo costituito dai beni legati alla casa. Anche in questo senso, l’economia estense non si può di certo definire esaltante. In gran parte, i ferraresi hanno indirizzato la propria attenzione sui mobili (107 milioni di euro con un +18,6% rispetto al 2020): peccato, però, che la spesa media per famiglia, pari a 665 euro, sia stata la penultima in regione. A seguire, si trovano poi gli elettrodomestici (43 milioni, +15,6%) e la cosiddetta elettronica di consumo (20 milioni, +46,5%). Bene, va detto, invece il mercato della telefonia: qui, a fronte di un consumo complessivo pari a 43 milioni di euro (+9,6%), le famiglie hanno speso in media 226 euro.

Numeri che ci hanno permesso di conquistare la medaglia d’argento, dietro a Piacenza. Ancora notizie non particolarmente esaltanti arrivano, infine, dal mercato dell’information technology (che racchiude, per semplificare, i computer, le reti internet, i tablet e via dicendo): la spesa complessiva qui si è aggirata sui 20 milioni, con un +1,7% rispetto al 2020.

re. fe.

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