Elezioni a settembre. Padovani non rieletto, cambiano gli assetti in Consiglio provinciale

L’attuale presidente rimarrà in carica in proroga fino al voto. La scadenza naturale sarebbe stata a dicembre 2025. Fuori anche i consiglieri Colaiacovo, Bizzarri, Curtarello e Dall’Acqua.

Elezioni a settembre. Padovani non rieletto, cambiano gli assetti in Consiglio provinciale

Elezioni a settembre. Padovani non rieletto, cambiano gli assetti in Consiglio provinciale

Dopo il voto nei tredici Comuni, tocca alla Provincia. La data, è stata stabilita: sarà il 29 settembre. Sarà una sfida molto interessante alla luce dei nuovi equilibri politici che si sono determinati dopo il voto dell’altro giorno sui territori. Fino ad allora, rimangono in carica in regime di proroga gli attuali organi, con i rispettivi membri fino alla data delle elezioni. Essendo le Province riformate dalla legge Delrio (2014) enti elettivi di secondo livello, i cui organi cioè sono composti da sindaci e consiglieri comunali, il legislatore ha messo anche in conto che alcuni di essi possano non essere confermati a seguito delle rispettive elezioni comunali e quindi si è posto il problema dei rappresentanti provinciali nel frattempo cessati dalle loro cariche comunali. La Provincia di Ferrara è uno di questi casi. L’esempio principale è dato dalla mancata rielezione per il terzo mandato di sindaco a Mesola di Gianni Michele Padovani, il quale è anche presidente della Provincia estense.

Si potrebbe continuare con Francesco Colaiacovo, Riccardo Bizzarri, Ottavio Curtarello e Maria Dall’Acqua, tutti consiglieri provinciali non rieletti nei rispettivi Comuni. Per i casi, invece, di Laura Perelli (sindaca uscente di Tresignana) e di Alessandro Amà (consigliere comunale a Copparo), per la proclamazione degli eletti occorrerà attendere gli esiti dei rispettivi ballottaggi. Come considerare, quindi, questa situazione? Visto che Ferrara rientra tra le 41 Province in Italia chiamate al voto nel 2024 per rinnovare i rispettivi Consigli giunti a scadenza dopo i due anni di mandato e che sono due (Cremona e Lucca) quelle interessate al rinnovo dei presidenti (4 anni di mandato), la risposta del legislatore è stata, appunto, di uniformare tutte le scadenze in un unico Election Day il 29 settembre e di prorogare gli organi in carica nelle attuali composizioni fino al loro rinnovo. L’unica variazione alla statistica nazionale delle Province al voto il prossimo fine settembre è che, con Ferrara, diventano tre quelle chiamate al rinnovo del presidente. La scadenza naturale dell’attuale presidente Padovani sarebbe stata nel dicembre 2025 ma, non essendo stato rieletto primo cittadino di Mesola, il suo incarico durerà fino a settembre.

A questo punto, si apre una partita interessante tanto per il centrodestra quanto per il centrosinistra. Molto dipenderà da come andranno a finire i ballottaggi. Senza dubbio per il centrodestra, conquistare anche il Castello, potrebbe essere una garanzia di sinergia e allineamento totali con l’amministrazione del capoluogo. D’altro canto, tentare la continuità per il centrosinistra potrebbe rappresentare un’occasione importante di esercitare un ruolo decisionale nei tavoli sui dossier strategici del territorio. Anche questa, è una partita tutta da giocare.

f. d. b.