Nonostante Celanese sembri intenzionata a puntare tutto su Forlì, Ferrara non molla. Parola di Alan Fabbri. Proprio ieri, infatti, il sindaco ha incontrato la proprietà per ribadire i concetti già espressi nei giorni scorsi: "Abbiamo parlato dell’impianto di via Marconi ma anche dello stabilimento Donegani – ha chiarito il primo cittadino –. Ho ribadito la linea secondo la quale, a nostro avviso, è importante puntare anche su Ferrara e non concentrare tutto su Forlì (come sottolineato dalla stessa proprietà al Carlino,...

Nonostante Celanese sembri intenzionata a puntare tutto su Forlì, Ferrara non molla. Parola di Alan Fabbri. Proprio ieri, infatti, il sindaco ha incontrato la proprietà per ribadire i concetti già espressi nei giorni scorsi: "Abbiamo parlato dell’impianto di via Marconi ma anche dello stabilimento Donegani – ha chiarito il primo cittadino –. Ho ribadito la linea secondo la quale, a nostro avviso, è importante puntare anche su Ferrara e non concentrare tutto su Forlì (come sottolineato dalla stessa proprietà al Carlino, ndr)". Dall’altra parte, a detta dello stesso Fabbri, ci sarebbe un’apertura al dialogo che, quantomeno, fa ben sperare per i prossimi mesi. Un periodo, quello che porterà alla prossima estate – data in cui Celanese dovrebbe lasciare il Polo chimico –, di lavoro intenso: "Ci siamo lasciati – ha sottolineato il sindaco – dicendoci che adesso c’è circa un anno per studiare il tema, cercando di salvaguardare i lavoratori e il nostro territorio. Da parte mia, c’è la ferma volontà di portare a casa ogni occasione occupazionale".

Tutele ricercate anche dai sindacati, convinti che si debba fare tutto il necessario per evitare una situazione potenzialmente drammatica. Così, insieme alle Rsu di Celanese in Emilia Romagna, ieri mattina Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec Uil hanno partecipato a Bologna ad una riunione sul tema. Ne è uscita la necessità di un "incontro urgente", così lo hanno definito le sigle, con la direzione aziendale ed il management della multinazionale americana. Faccia a faccia che, di fatto, avverrà già oggi e che sarà seguito dalla consueta comunicazione ai lavoratori, in procinto di organizzarsi per la chiusura estiva. "Per restare sul mercato – hanno chiarito i sindacati al termine della riunione di ieri – sono necessari investimenti in ricerca ed impianti, che non emergono in questa fase, se non nella generica dichiarazione di voler chiudere lo stabilimento di viale Marconi a Ferrara, oltre a due siti tedeschi, per trasformare "improvvisamente" Forlì nel centro di eccellenza nella produzione di compound plastici".

Per le sigle, invece, la vera forza del gruppo dovrebbe derivare dall’integrazione dei tre stabilimenti regionali e dall’alta professionalità delle maestranze. Ma se sul presente vi sono poche certezze, sul futuro si addensano nuvoloni ancora più scuri: "Al momento – hanno concluso Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec Uil – ci sfuggono le iniziative che l’azienda vuole mettere in campo per potenziare la ricerca e lo sviluppo di prodotti per conservare il proprio posto in un mercato sempre più esigente e competitivo. Non ci sono garanzie, non c’è un piano industriale".

Matteo Langone