"Fabbri sbaglia bersaglio: Vada a Roma da Meloni, Ferrara taglia ancora i fondi"

Il sindaco di Ferrara, Fabbri, lancia un j'accuse contro la Regione per un buco di 116 milioni di euro nei conti della sanità ferrarese. La posizione del sindaco è criticata poiché si ritiene che la competenza sulla sanità sia regionale e che le scelte del governo centrale siano le responsabili delle carenze.

I conti della sanità ferrarese presentano un buco da oltre 116 milioni di euro e il sindaco Fabbri ha lanciato un j’accuse contro la Regione.

Come legge questa presa di posizione?

"Mi sembra che il sindaco stia sbagliando interlocutore. La cosa da fare non dovrebbe essere prendersela con la Regione, bensì andare a Roma per bussare alle porte del premier Meloni e del ministro Schillaci, facendo presente che le loro scelte penalizzano la sanità ferrarese".

Però la competenza sulla sanità è regionale.

"Sì, ma le scelte che sono state fatte dall’Emilia-Romagna, anche durante il Covid, sono state prese a modello sia sul piano nazionale che sul piano europeo. Basti pensare alle case di comunità. Ma il problema è che, se il governo centrale taglia i fondi sulla sanità, c’è ben poco margine operativo per le Regioni. D’altra parte la linea di Fabbri non mi stupisce: è la visione delle amministrazioni di centrodestra".

A che visione fa riferimento?

"Laddove il centrodestra è al governo, la sanità e i servizi alla persona non sono una priorità".

Mi faccia un esempio.

"Il Comune di Ferrara, fino al 2019, destinava oltre otto milioni di euro all’Asp. Oggi quel finanziamento è stato defalcato di quasi un milione, proprio in un momento in cui sul comparto sanitario ci sarebbe la necessità di investire, tenuto conto del contesto socio-demografico di Comune ep provincia. Il sindaco, in questi anni, non ha quasi mai partecipato alla Ctss oppure ha espresso un voto di astensione. Ora all’improvviso si accorge che sulla sanità ci sono problemi. È una posizione un po’ tardiva".

f. d. b.