di Federico Di Bisceglie Ferrara si posiziona in quarta posizione in Regione tra le città che hanno perso meno visitatori nella fase post pandemia. La fotografia fornita dagli uffici di viale Aldo Moro consegna una città in lenta ripresa a livello di presenza turistiche e pernottamenti. Essendo i mesi centrali dell’anno i più proficui per le città d’arte, è naturale constatare come, nel 2020, a causa delle chiusure imposte dal Governo, le presenze turistiche siano vertiginosamente calate. Però, come detto, Ferrara va meglio di altre realtà emiliano-romagnole. Andiamo ai numeri. Partiamo da un presupposto tutt’altro che secondario:...

di Federico Di Bisceglie

Ferrara si posiziona in quarta posizione in Regione tra le città che hanno perso meno visitatori nella fase post pandemia. La fotografia fornita dagli uffici di viale Aldo Moro consegna una città in lenta ripresa a livello di presenza turistiche e pernottamenti. Essendo i mesi centrali dell’anno i più proficui per le città d’arte, è naturale constatare come, nel 2020, a causa delle chiusure imposte dal Governo, le presenze turistiche siano vertiginosamente calate.

Però, come detto, Ferrara va meglio di altre realtà emiliano-romagnole. Andiamo ai numeri. Partiamo da un presupposto tutt’altro che secondario: nell’ultimo mese del 2019, la nostra città aveva registrato un vero e proprio boom di pernottamenti, così come nel primo mese del 2020. A dicembre del 2019, Ferrara aveva registrato un incremento di 17 punti percentuali. A gennaio trend stabile attorno al 15,6% e a febbraio comunque un +3%. A marzo l’inizio della grande crisi: le presenze calano di oltre 87 punti percentuali, ma la debacle più consistente la si registra ad aprile con un meno 95% di presenze. Lentamente a maggio si riprende con un dato leggermente meno negativo ma comunque drasticamente basso: -85,7%. A giugno, i pernottamenti hanno segnato un meno 60,3%, mentre a luglio il dato migliora sensibilmente segnando un -38,6%. Nella zona costiera, a Comacchio, i pernottamenti a luglio hanno segnato un – 36,1%. Queste cifre potrebbero essere lette in maniera ben poco lusinghiera – e comunque non fanno certo star tranquilli – eppure, ad esempio il capoluogo di Regione, a luglio, a livello di pernottamenti ha registrato un meno 58.1%. Non va meglio a Modena in cui, sempre nel mese centrale dell’estate, si è registrato un calo di oltre 45 punti percentuali. Chiaramente, essendo nei mesi di lockdown chiusi i confini nazionali e non solo, il dato disaggregato che riguarda le presenze di turisti in città è molto più negativo per quanto riguarda i turisti stranieri e sensibilmente migliore per quello che riguarda i pernottamenti degli italiani. Ad esempio, nel mese di luglio, il calo degli italiani a Ferrara ha segnato poco oltre otto punti percentuali, mentre per quanto concerne il mercato straniero, le presenze hanno segnato un decremento di oltre 72 punti percentuali. A Ferrara i dati parlano di un -8,5 per cento di pernottamenti di italiani rispetto a luglio 2019, con trend in netto miglioramento rispetto al -39,8 per cento di giugno e al -80,4 per cento di maggio. La presenza dei turisti italiani conferma il trend in crescita: -91% di maggio, -47,5% di giugno, -16,5% di luglio.

"Gli ultimi dati sull’afflusso turistico della Regione, che riguardano luglio, dimostrano che grazie al progetto ‘Ferrara Rinasce’, alla scelta di confermare eventi storici, di creare nuove occasioni di vivere la città in sicurezza, a scelte come quella di portare ‘Un artista chiamato Banksy’ a Palazzo dei Diamanti, agli investimenti fatti, Ferrara ha fatto meglio di altre realtà territoriali e ha generato un trend in miglioramento – così il sindaco Alan Fabbri - . I dati sono incoraggianti, considerando l’inevitabile colpo che il Covid ha inferto all’intero settore e i limiti oggettivi emersi nel dopo lockdown sugli arrivi dall’estero".