di Stefano Lolli Si riparte dalla prima ‘fiera digitale’, e poi da eventi promossi da partner esterni, ripromettendosi poi di rilanciare dal 2021, alla presenza del pubblico, i propri marchi di pregio, da FuturPera al nuovo Sealogy. Per Ferrara Fiere la ripresa è in salita, e non solo a causa del Covid che ha congelato, in tutta Italia, l’intero settore. Ma anche per l’esigenza, dopo aver rinnovato il Consiglio d’amministrazione, di rimpolpare le casse: entro fine settembre i soci (Bologna Fiere, Holding, Bper e Camera di Commercio) sottoscriveranno la ricapitalizzazione, per far fronte a...

di Stefano Lolli

Si riparte dalla prima ‘fiera digitale’, e poi da eventi promossi da partner esterni, ripromettendosi poi di rilanciare dal 2021, alla presenza del pubblico, i propri marchi di pregio, da FuturPera al nuovo Sealogy. Per Ferrara Fiere la ripresa è in salita, e non solo a causa del Covid che ha congelato, in tutta Italia, l’intero settore. Ma anche per l’esigenza, dopo aver rinnovato il Consiglio d’amministrazione, di rimpolpare le casse: entro fine settembre i soci (Bologna Fiere, Holding, Bper e Camera di Commercio) sottoscriveranno la ricapitalizzazione, per far fronte a una perdita d’esercizio che nel 2019 è stata di 630mila euro: "Abbiamo ereditato una situazione finanziaria molto critica, lasciata dal precedente amministratore, senza giustificazioni né mea culpa", la strigliata dell’assessore alle Finanze Matteo Fornasini. Ma sarà la Holding, spiega l’amministratore unico Luca Cimarelli, a metter mano al portafoglio: non solo accollandosi 260mila euro (sotto forma di rinuncia a crediti vantati), ma anche rilevando di fatto le quote societaria della Provincia. Da Bologna Fiere, socio di maggioranza – manterrà il 51% – il contributo sarà di 450mila euro. Questo sforzo, riprende Cimarelli, "testimonia la volontà di mantenere una realtà, quella della fiera, importante per l’economia locale e che ha un legame ormai saldissimo anche con l’Università".

Ma il core business restano le fiere, e l’ambizione del neo presidente Andrea Moretti (51 anni, promotore finanziario e organizzatore di eventi specie nel campo della rievocazione storica) è quella di riportare "il pubblico non appena si potrà, e anche tanti ferraresi nei padiglioni. Penso a una Fiera efficace, produttiva e divertente. Il Covid non sarà una scusa per rallentare più di tanto l’attività – afferma –, ma può essere un’occasione per rilanciarla anche in modo innovativa". Assist lanciato a Silvia Paparella, altra ferrarese cooptata nel CdA e probabile nuova direttrice, per la manifestazione che segna il riavvio: ‘Remtech Digital Edition’, dal 21 al 25 settembre. "La manifestazione storica, dedicata alla tutela del territorio e dell’ambiente, diventa la prima fiera in digitale d’Italia e forse del mondo – spiega la Paparella –. Ci sarà una piattaforma attraverso la quale tutte le aziende partecipanti potranno interagire fra loro e con il pubblico esterno. Tutte quelle che avevano aderito a RemTech prima del Covid hanno confermato la presenza". All’interno di RemTech anche Restauro avrà una propria ’finestra’, sempre online, mentre per Sealogy si pensa ora a un lancio in grande stile il nuovo anno.

Segnale di quanto la Fiera sia cruciale, conclude Donatella Zuffoli (dirigente di Confartigianato e designata in CdA dalla Camera di Commercio), "per il sistema economico locale nel senso più ampio. Non dobbiamo pensare solo al salvataggio della Fiera, ma all’indotto che le fiere generano per la città, sotto il profilo ad esempio del turismo d’affari e delle relazioni imprenditoriali".