Coronavirus, focolaio alla Bartolini (foto d'archivio)
Coronavirus, focolaio alla Bartolini (foto d'archivio)

Ferrara, 30 giugno 2020 -  Il caso dei positivi legati all’azienda Brt Corriere Espresso, ex Bartolini, ha raggiunto domenica anche il ferrarese facendo contare due casi a Cento che però sono parte di un conteggio più ampio a livello provinciale, che ne vedrebbe addirittura una decina.

Stando però a quanto sostengono l’Ausl di Ferrara e la stessa azienda bolognese, tutto è stato circoscritto ed anche chi ha ricevuto i pacchi dai corrieri può avere buone ragioni per stare tranquillo.

"L’Ausl di Bologna aveva provveduto a fare i tamponi ai vari dipendenti dell’azienda, comunicandoci i casi di nostra competenza che sono stati messi subito in isolamento domiciliare – spiega la dottoressa Annalisa Califano del Dipartimento Sanità pubblica dell’Ausl -. Vengono seguiti con indagine epidemiologica, tamponi alla famiglia, l’accertamento successivo delle negatività e i controlli a coloro che ci vengono comunicati essere stati in contatto con loro".

Si tratta di due driver di origine pakistana che non ricordano di aver avuto sintomi o influenze riconducibili al Covid19 e che quindi sono stati trovati con i controlli avviati nel Bolognese.
 

"Come per tutti gli altri casi, chiediamo le frequentazioni, ci muoviamo e abbiamo già raggiunto le persone che ci hanno segnalato – prosegue –, i famigliari sono stati messi in isolamento, hanno già fatto i tamponi e laddove vi sia una positività allargheremo il controllo ai loro ambienti di lavoro. Sono comunque in atto altri controlli tenendo come riferimento la data di positività del tampone e abbiamo dovuto superare anche difficili barriere linguistiche per ricostruire i contatti avvenuti. Ora ci si sta muovendo andando verso i contatti legati alle amicizie o per motivi religiosi. Non si tratta comunque di un focolaio e non si può parlare di una emergenza a Cento".

Possono dunque stare tranquilli quanti hanno ricevuto pacchi da Brt? "Abbiamo ricevuto qualche telefonata preoccupata di persone che ci hanno comunicato di essere andati a prendere pacchi personalmente presso Bartolini ma, verificando tempi trascorsi e modalità con cui si sono approcciate, tutto nel rispetto delle regole con l’utilizzo di mascherine, gel e misure necessarie, abbiamo potuto tranquillizzarli – spiega – con i corrieri si tratta di una frequentazione di pochi minuti. Per alzare la soglia di guardia facciamo riferimento a tempi di contatto superiori a 15 minuti. Se inferiori, il rischio si riduce, soprattutto se sono contatti transitori, non stretti, se si è all’aria aperta e con il corretto uso di mascherina e gel". Motivi per i quali non sono stati richiesti gli elenchi delle consegne effettuate dai due driver centesi.
 

Casi che però non sono gli unici in provincia. "Di persone che lavorano su Bologna ce ne sono anche da altri territori oltre Cento – aggiunge – già conteggiati precedentemente, si parla di una decina di casi distribuiti su tutto il nostro territorio aziendale tra distretto ovest, centro – nord e sud est".

Oltre alle due positività dei corrieri, domenica era stata contata anche quella di una coppia di coniugi. "Sono casi scorrelati dal focolaio di Bartolini – conclude la dottoressa – occorrerà capire dov’è avvenuto il contagio per poi fare altri controlli magari legati anche all’ambiente lavorativo".