Facebook (immagine di repertorio)
Facebook (immagine di repertorio)

Ferrara, 5 giugno 2016 - Foto osè usate come arma di ricatto per spillare soldi a una ex ‘fiamma’. Un ricatto in piena regola, se le accuse dovessero essere confermate, che, per gli inquirenti, si traduce in un’accusa di estorsione. Un reato pesante, per il quale il presunto responsabile un paio di giorni fa è stato accompagnato in carcere. Protagonista della vicenda è un nordafricano residente nel Centese. Pochi giorni fa ha ricevuto la visita dei carabinieri della città del Guercino. Con loro avevano un ordine di custodia cautelare in carcere. Lo straniero ha fatto ‘due più due’ e non ci ha messo molto a capire cosa i militari gli stessero contestando. È stato così accompagnato alla casa circondariale di via Arginone, dove si trova recluso tuttora, in attesa dell’udienza di convalida davanti al gip che si dovrebbe svolgere già domani.

Le accuse. Le contestazioni che gli inquirenti gli hanno mosso sono pesanti come macigni. Approfittando di alcune foto osè che ritraevano una donna con cui aveva avuto in passato una relazione, aveva creduto di fare il colpaccio. Soldi facili e senza rischi, deve aver pensato. Il trucco, è tra i più semplici e – purtroppo – efficaci in assoluto. O mi dai quello che ti chiedo o pubblico queste foto. Magari su Facebook o attraverso qualche altro social. Una morsa dalla quale non sempre le vittime riescono a liberarsi. Paura e vergogna spesso paralizzano il cuore e la mente. Stavolta però le cose sono andate diversamente. Della vicenda sono stati informati i carabinieri, che si sono subito messi al lavoro. Un’indagine complessa e delicata, svolta nel più stretto riserbo. Ma alla fine i risultati sono arrivati. I militari sono riusciti a raccogliere indizi sufficienti da convincere il magistrato a firmare un ordine di custodia.

In cella. Il magrebino, come accennato, si trova in una cella dell’Arginone. Si attende l’udienza di convalida per capire se verranno confermate o meno le accuse formulate nei sui confronti. Nel frattempo le bocche sono cucite, anche per non rischiare di danneggiare la vittima della presunta estorsione. Un caso molto delicato, insomma, e con ancora alcuni punti su cui gli investigatori dovranno fare chiarezza.