FEDERICO MALAVASI
Cronaca

Fuga dopo lo schianto. Ubriaco alla guida, provocò un incidente. Condannato il pirata

Aveva urtato una minicar per poi scappare senza prestare soccorso. L’uomo è stato tradito dalla targa del furgone, persa nello schianto. I carabinieri risalirono a lui e fu arrestato. La sentenza: tra anni e tre mesi.

Fuga dopo lo schianto. Ubriaco alla guida,  provocò un incidente. Condannato il pirata

Fuga dopo lo schianto. Ubriaco alla guida, provocò un incidente. Condannato il pirata

Dopo essersi messo alla guida ubriaco aveva provocato un incidente per poi scappare. Quel tentativo di darsela a gambe non è però bastato a salvarlo dai guai che lo attendevano. Il pirata della strada – un 49enne moldavo – è stato infatti prima arrestato e poi, al termine del processo, condannato. Dopo l’incidente – che per un soffio non costò la vita al conducente di una minicar – l’uomo finì a giudizio con l’accusa di lesioni stradali aggravate dall’omissione di soccorso e dalla guida in stato di ebbrezza. Ieri pomeriggio, al termine della discussione, il giudice lo ha condannato alla pena di tre anni e tre mesi di reclusione. Poche parole a commento della sentenza da parte del difensore dell’imputato, l’avvocato Pier Francesco Uselli. "Nonostante tutto possiamo dirci soddisfatti – è l’analisi del legale –. Visto il capo di imputazione, la condanna poteva essere anche più severa".

Tragedia sfiorata. Lo schianto si è verificato il 18 dicembre del 2022 nell’Argentano. La vittima, un operaio agricolo di 53 anni, esce di casa per andare al lavoro a bordo della sua minicar. Nell’affrontare una curva, si trova davanti un furgone proveniente dalla direzione opposta. Impossibile evitarlo. I due mezzi si scontrano frontalmente finendo entrambi fuori strada. Il conducente del furgone, un Ford, si rimette in strada e si allontana senza prestare soccorso. Riavutosi dopo il tremendo impatto, il 53enne recupera il cellulare nell’abitacolo e chiama prima il padre e poi i soccorsi. Sul posto arrivano i carabinieri e i sanitari del 118. Dai primi riscontri emergono già alcuni elementi. Sul posto i militari trovano infatti una targa, persa da un altro mezzo. Bastano poche verifiche per risalire al proprietario e all’utilizzatore del veicolo. Il cerchio si stringe intorno a un moldavo residente a Faenza. Dalle immagini della telecamera di sorveglianza di una fabbrica della zona emergono poi ulteriori dettagli, tra cui alcuni fotogrammi che riprendono il conducente che carica sul Ford alcuni pezzi che stava perdendo dopo lo schianto. Dimentica però quello più significativo, la targa che agevolerà non poco il lavoro degli inquirenti. L’uomo viene quindi rapidamente rintracciato e portato in caserma. Gli ulteriori accertamenti permettono infine di scoprire che il 49enne era positivo all’alcol test. Scatta l’arresto e il moldavo viene messo ai domiciliari.

In aula. Concluse le testimonianze, il processo è arrivato alle sue battute conclusive nel pomeriggio di ieri quando, al termine della discussione tra le parti, il giudice ha emesso il suo verdetto. Per conoscere le motivazioni della decisione bisognerà attendere sessanta giorni. Nel frattempo è stata scritta la prima verità giudiziaria su quella che, solo per miracolo, non si è trasformata nell’ennesima tragedia sulle già martoriate strade della nostra provincia.