Polizia al Gad
Polizia al Gad

Ferrara, 2 giugno 2018 - Il nuovo governo, con un ministro dell’Interno leghista (il segretario Matteo Salvini), promette più sicurezza e una stretta sull’immigrazione. Annunci che piovono come acqua nel deserto per gli abitanti di un quartiere Giardino che ha ancora tante ferite aperte. Per le vie del quartiere si respirano pareri differenti, anche se la maggior parte sembra accogliere di buon grado l’annunciato giro di vite del ministro in camicia verde. Tra i primi ad avere buone aspettative da questa svolta (anche se solo a livello nazionale) ci sono i tanti esercenti stranieri che lavorano nel cuore della zona stazione. Negozianti che spesso sono vittime di prepotenze, furti ed episodi criminali di vario tipo. Neram Md, bengalese, titolare del negozio di alimentari di piazzetta Castellina, non ha dubbi. «Qui serve più sicurezza – dichiara –. Ed è giusto mandare via quegli stranieri che creano problemi. Non sono tutti, è vero, ma qui ce ne sono tanti. Urlano, rubano e spacciano». E la situazione ha avuto pesanti ripercussioni sul suo lavoro. «Una volta avevo tanti clienti – aggiunge –. Alla mattina gli anziani facevano la fila. Ora hanno paura e non vengono più. Il mio lavoro è diminuito, quindi sono contento se qualcuno porta più sicurezza».

Pochi metri più in là, sempre su piazzetta Castellina, c’è l’affittacamere Elias Raphael Ndayisenga, esercente originario della Tanzania per il quale, di recente, l’intera città si è mobilitata. «Io non sono un politico ma un commerciante – premette –. Più che sicurezza, dalle istituzioni mi aspetto investimenti. Investimenti per rivitalizzare questa zona, per fare in modo che la gente torni da queste parti». L’aperitivo organizzato a inizio maggio per supportare l’attività dell’imprenditore qualche risultato lo ha portato. «La serata è servita – prosegue –, i clienti sono aumentati. Ma ora bisogna andare avanti». Al nuovo governo Elias chiede «meno tasse per chi fa impresa. Qui ormai non c’è più nessuno – osserva –. Bisogna incentivare le attività, bisogna aprire nuovi negozi».

Anche Jiang Zhaowei, imprenditore cinese che gestisce il bar Fiorella di piazzale Stazione, invoca più regole. «I controlli qui ci sono – ammette –. Carabinieri, polizia, vigili e guardia di finanza passano sempre. Dal nuovo governo mi aspetto più regole. Non è possibile che in giro ci sia gente che fa sempre quello che vuole. Prima devono venire i doveri e poi i diritti». Tra i tanti passanti e residenti della zona stazione, i più gongolano all’idea di un leghista al Viminale. «Da Salvini mi aspetto molto – racconta un passante che chiede di mantenere l’anonimato –. Qui è sempre peggio. Serve più sicurezza e maggiore attenzione agli italiani». Ma c’è anche chi non la pensa così. «Più sicurezza a Ferrara? Macché – commenta Andrea Massaccesi, disegnatore meccanico romano trapiantato in città per lavoro –. Vivo qui da ottobre e sono rinato. Roma è un disastro, tra criminalità e degrado. Ma Ferrara è diversa: qui ho trovato solo quiete, rispetto e solidarietà».