Il questore Giancarlo Pallini con il caposervizio del Resto del Carlino Cristiano Bendin (Bp)
Il questore Giancarlo Pallini con il caposervizio del Resto del Carlino Cristiano Bendin (Bp)

Ferrara, 19 dicembre 2018 - Il questore Giancarlo Pallini ieri mattina ha fatto visita alla redazione de il Resto del Carlino e ha parlato di sicurezza a tutto campo.

È fuori luogo parlare di mafia nigeriana?

«Non ho elementi per dire se ci sia o non ci sia. Di certo sul tema si lavora anche a livelli superiori rispetto alla questura di Ferrara».

Il contesto è quello del mercato della droga.

«Ad oggi non ci sono elementi per affermare che ci sia o meno un circuito mafioso. E per elementi mi riferisco al clima di condizionamento, alle estorsioni, all’omertà. Ma sulla questione, ripeto, c’è un lavoro investigativo a livello nazionale e internazionale. Serve la massima cautela».

Le operazioni antidroga dell’ultimo anno in che posizione collocano Ferrara nelle rotte degli stupefacenti?

«Dietro al pusher che vende la droga c’è una filiera da seguire. Alcuni mesi fa abbiamo arrestato tre nigeriani, residenti a Ferrara, in un’operazione partita da Trento. In quel caso c’erano persone, di questa città, che attendevano un carico lungo la direzione Nord Sud del Paese».

Quindi dietro lo spaccio c’è una filiera?

«Non è il pusher che si coltiva la piantina e se la vende sulla bancarella del mercato. Questo è evidente».

Pochi giorni fa la squadra mobile ha arrestato l’ultimo dei sette componenti del commando che, a fine luglio, in via Morata, cercò di uccidere un connazionale nigeriano.

«È stata una risposta molto importante. Fatti di questo tipo colpiscono molto la popolazione. Il piccolo spacciatore, per quanto stia commettendo un reato e sia da perseguire, crea un effetto diverso».

Nel senso che sconvolge di meno. Com’è la situazione in zona Gad?

«Sono il questore di Ferrara e non del Gad. Il nostro lavoro è complessivo, ci sono altre zone che meritano attenzione».

Quali?

«Penso per esempio a Mizzana, oppure a Pontelagoscuro dove ci sono alcune sacche che meritano la nostra attenzione».

Restiamo in zona Gad. I sette arresti sono stati una risposta data alla popolazione.

«Non solo. Spero che tutti, compresa la comunità nigeriana, abbia chiaro come funziona. Sinceramente ero molto preoccupato per gli episodi di violenza. Hanno avuto un impatto forte. Devo dire che da un po’ di tempo la situazione ci sembra migliorata».

Un voto al ruolo dell’esercito? Da uno a dieci?

«Un otto e mezzo, direi. Quando passa la pattuglia gli spacciatori si disperdono. E credo sia stato efficace spostare più avanti, nelle ore del giorno, la loro presenza. Compresa la vigilanza in zona stazione».

La strage di Strasburgo ha fatto ripiombare l’Europa nella paura. Siete preoccupati per il Natale a Ferrara?

«Lavoriamo per un punto di equilibrio. Dobbiamo garantire la sicurezza e ma anche il diritto delle persone a vivere nel modo più sereno e normale possibile».

Il derby Spal Bologna del prossimo 20 gennaio deve inquietare?

«Saremo preparati. Anche se immagino che i bolognesi vogliano tutta la zona est dello stadio».

A suo avviso il rapporto tra sicurezza e informazione com’è in questa città?

«Credo sia importante trovare il giusto equilibrio tra il racconto dei fatti e le notizie positive. Sapere ma anche guardare il positivo che c’è».