Giro di anabolizzanti, l’inchiesta si allarga. Una decina gli indagati

È una delle attività investigative scaturite dalla morte del culturista Ricci. La procura sta ricostruendo la filiera del doping, chiesta una proroga.

Giro di anabolizzanti,  l’inchiesta si allarga. Una decina gli indagati

Giro di anabolizzanti, l’inchiesta si allarga. Una decina gli indagati

Tutto era partito dagli accertamenti su una palestra e dalla morte di Elia Ricci, un culturista e pescatore 26enne di Goro stroncato da un malore dopo una serata con gli amici. Quegli episodi sollevarono il velo su un presunto giro di anabolizzanti e doping nella zona del Basso Ferrarese. Sostanze che potrebbe aver assunto, con esiti fatali, anche il giovane gorese. Da lì sono scaturiti diversi rivoli investigativi, uno dei quali sembra essersi di recente decisamente allargato. Stiamo parlando di quello relativo al commercio degli anabolizzanti. Su qesto fronte, parallelo e connesso a quello del decesso del giovane pescatore, il pubblico ministero Barbara Cavallo ha formulato una richiesta di proroga delle indagini.

Un’istanza necessaria probabilmente per fare piena luce sugli elementi che stanno emergendo, anche a seguito dell’approfondita attività svolta dai carabinieri della compagnia di Comacchio. Un lavoro che, nell’arco di poco tempo, ha portato a una decina di iscrizioni. Le contestazioni per i nuovi indagati sono appunto relative al commercio delle sostanze dopanti (e non al decesso del ragazzo, per il quale risultano sotto inchiesta altre due persone). L’ulteriore sviluppo è frutto di attività investigativa e perquisizioni – estese soprattutto a località fuori provincia – che hanno fornito riscontri ed elementi tali da rendere necessaria la ricostruzione dell’intera filiera dei farmaci. Da qui, si diceva, la necessità di prolungare il tempo per la conclusione dell’indagine su un mondo che, a ogni nuovo atto, si sta dimostrando sempre più ampio e complesso. Tra i diversi filoni investigativi in qualche modo collegati alla tragedia del giovane culturista c’è anche quello che vede sotto la lente il gestore di una palestra della zona del Delta (in questo caso specifico però, va chiarito, non vengono ipotizzate responsabilità nella morte del ragazzo). L’uomo fu arrestato quando nella sua attività vennero trovati stupefacenti e farmaci dopanti. L’inchiesta a suo carico si era conclusa con accuse meno gravose rispetto a quanto ipotizzato all’inizio. Al termine delle indagini era infatti caduta la contestazione di spaccio di anabolizzanti, ‘ridotta’ a detenzione per uso personale. Era invece rimasta in piedi quella di spaccio di stupefacenti relativa alla cocaina e all’hashish trovati all’interno della struttura, nascosti in un controsoffitto. Due invece, come accennato, gli indagati per la morte di Ricci: il gestore di una palestra di Bosco Mesola frequentata da Elia e un fisioterapista.

Non si ferma dunque l’attività finalizzata a fare luce sulla morte del giovane e a ricostruire il presunto traffico di sostanze dopanti per cui, si diceva, la procura ha chiesto al giudice per le indagini preliminari più tempo per investigare. L’obiettivo, perseguito anche attraverso accurate analisi sui farmaci rinvenuti, è quello di fare chiarezza su un ‘giro’ che, a quanto pare, avrebbe un raggio d’azione molto più ampio rispetto alla sola zona del Basso Ferrarese, arrivando ad abbracciare anche altre aree d’Italia.

f. m.