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26 mag 2022

"Grattacielo green, bene il recupero Ma si intervenga anche all’interno"

Le opinioni dei residenti della zona Gad all’indomani dell’annuncio del maxi investimento per le torri "La zona è già più bella. Dopo i lavori speriamo che qualcuno voglia acquistare gli appartamenti"

26 mag 2022
matteo langone
Cronaca

di Matteo Langone

Chiamatela la grande speranza. Quella di chi nelle torri ci vive, di chi le guarda ogni giorno dalle finestre del proprio ufficio e di chi le sfrutta per orientarsi nel cammino verso la stazione. Il progetto di riqualificazione del grattacielo, almeno in linea teorica, sembra piacere un po’ a tutti. La speranza, quella di cui si parlava prima, è che la ristrutturazione possa fungere poi da tassello finale per migliorare la vivibilità di un quartiere che sogna di tornare ai fasti di un tempo. "Stiamo forse tornando ai quei livelli" esordisce fiducioso Denis Gulinati, che dell’edificio ne è il custode da anni. "Dopo il parco, gli eventi e le feste, ora attendiamo i lavori". Che poi, a passeggiare tra le viuzze del parco Coletta, il pensier comune è proprio questo: "La zona è già diventata più bella – parla per tutti Roberto Zaramella, presidente del ‘Comitato 2013’ –. Ora speriamo che arrivino anche nuove persone desiderose di comprare qualche appartamento nelle torri". Insomma, tra le giostre nel verde, si respira un’aria diversa rispetto al passato. E c’è anche già chi mette le mani avanti. E’ Victoria Chelari che, da dietro il bancone del chiringuito Bahia Garden, quasi sottovoce, ci confessa che "si potrebbe anche pensare di investire lì, se lo fanno bello...". L’idea di fondo è esattamente questa: riqualificare entrambe le torri sia dal punto di vista energetico, grazie ai bonus, che da quello estetico. Il secondo aspetto, per Giuseppe Scirocco, sarebbe importante per "togliere il senso di degrado". Ma, ad una condizione: "Poi tutto ciò va mantenuto in buono stato – aggiunge mentre spinge l’altalena del figlio –. Se un oggetto è nuovo, forse la gente lo cura di più". Eccola, dunque, un’altra speranza. La prima è che il cantiere parta e termini per tempo (le prime stime parlano della fine del prossimo anno), la seconda è che poi tutto rimanga ad un livello qualitativo d’eccellenza. Ma per tante voci che promuovono l’iniziativa, c’è anche chi frena l’entusiasmo. Parlare di bocciatura è forse eccessivo, ma la cautela – specie quando si disquisisce su grandi investimenti e sulla zona Gad – è d’obbligo. E’ il caso di Alessia Goberti. Per lei è "difficile che poi vengano ad abitare nella zona delle persone diverse da quelle che ci sono già".

Impossibile immaginarsi un nuovo bosco verticale, simile alla struttura milanese. Certo, il tutto dovrebbe essere oggettivamente più verde di adesso (e lì non ci vuole molto), ma la previsione per lei che poi le torri si riempiano di nuove facce non è credibile. Allo stesso modo, la prudenza non è mai troppa nemmeno in termini di lavori energetici: "Dall’esterno pare un bel progetto – conclude Luciano Pavani mentre scruta le prime immagini pubblicate ieri sul Carlino – ma io vorrei conoscere bene anche gli interventi interni. Verranno ripristinate le tubazioni lungo le scale?". Ai tecnici l’ardua sentenza. Agli inquilini e ai cittadini – e aggiungiamoci anche i turisti – almeno il sogno che quella porzione di città possa abbellirsi ulteriormente.

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