Ferrara 5 agosto 2021 - La ristorazione dovrà cambiare passo, adeguarsi alle regole. Lo voglia o meno. C’è da fare i conti – a causa della pandemia – con incassi ridotti, il calo dei clienti, meno posti in sala. E adesso anche con il Green Pass, per l’accesso all’interno dei locali solo a chi è vaccinato, guarito dal virus o con tampone negativo, a partire da domani. Oggi, fra l’altro, ci sarà il rush finale proprio sul lasciapassare verde con gli incontri della cabina di regia e del consiglio dei ministri, che valuteranno di estenderlo anche ad altre categorie e settori (allo studio ci sarebbero le nuove misure per la scuola e i trasporti). Intanto, nei ristoranti è già iniziato il conto alla rovescia in vista dell’ennesima novità.

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Dal 6 agosto il Green pass sarà obbligatorio anche nei ristoranti, ma al chiuso

C’è chi pensa di dedicare un dipendente al controllo, chi valuta se affidare il compito a un’agenzia esterna, e chi non ha ancora deciso. I dubbi e le incertezze permangono: "Vogliamo proprio vedere chi controllerà il Green Pass al bar o al ristorante – sottolineano all’unisono i titolari dei locali –. Alla fine toccherà a noi, ma, in ogni caso, meglio dover rispettare delle regole che tenere chiuso del tutto. Sarebbe devastante. E, stavolta, molti di noi non riuscirebbero a rialzarsi". All’hostaria Savonarola Catia Sivieri, figlia del titolare, sospira: "Ci toccherà di fare anche i controllori come alla dogana – sbotta –. In ogni caso, ci adegueremo nel caso da qui a qualche ora non ci fossero altri cambiamenti. La verità è che ritengo un atteggiamento più rischioso quello di coloro che si vaccinano e non mettono più la mascherina, pensando di essere immune. Questo è un comportamento sbagliato". Paolo Saitta, titolare dell‘osteria ‘I quattro angeli’, ricorda quando arrivò il divieto di fumare all’interno dei locali: "Quando uscì questa legge in molti sostenevano che i ristoranti avrebbero chiuso. Evidentemente era una credenza sbagliata. Se sarà necessario uno dei nostri dipendenti sarà dedicato al controllo dei Green Pass. In estate, comunque, il problema sarà contenuto perché molti di noi hanno i tavoli fuori".

Per Simona Panico, titolare della Locanda 22, l’importante è uscire finalmente dalla pandemia: "Sono sicura che stavolta ne usciremo. Ci adegueremo alle regole e faremo la nostra parte. È fondamentale che le regole siano chiare per poterle applicare. Ripeto: sono serena perché ormai siamo abituati ad adeguarci velocemente a una situazione, oggettivamente, difficile". La maggiore preoccupazione per Walter Lucchini del ristorante Lotregano non è il Green Pass, ma un’altra chiusura totale: "Bisogna evitare questo e anche sei i posti sono diminuiti all’interno, l’importante è lavorare. Non so quanti di noi resisterebbero a un’altra chiusura. I clienti sentono parlare di Green Pass da tempo e, quindi, si aspetteranno i controlli".

Non sarà la fine del mondo il Green Pass per Leonardo Marzola del ristorante Castadiva: "I clienti sono ‘addestrati’: sanno di dover attendersi dei controlli. Da noi le verifiche le faremo un po’ tutti, perché siamo formati. Nessuno di noi vuole tornare a chiudere e, quindi, ben vengano le regole. Anche le legge sul fumo sembrava dovesse creare grandi scossoni, e, invece, dopo un primo periodo di fermento, gli italiani si sono adeguati". Francesco Chersulich, titolare di Patataregina, pensa a quando arriverà l’inverno: "Quando non potremo più sistemare la gente all’esterno, il Green Pass potrebbe determinare un calo. Comunque, sono d’accordo con i miei colleghi: noi vogliamo lavorare, basta con le chiusure. Perché anche con l’asporto si fa davvero poco. Se le regole ci aiuteranno a uscire dal tunnel, allora siamo favorevoli ad adeguarci. Ci toccherà di fare i controllori e, nel mio ristorante, il compito spetterà a me".