I sindacati verso lo sciopero. Morti aumentati del 40%: "Più tutele, stop subappalti"

Nel 2023 a Ferrara si sono registrate sette vittime e oltre quattromila denunce di incidenti. Le sigle di edilizia e metalmeccanica annunciano un presidio per domani: "Bisogna cambiare".

I sindacati verso lo sciopero. Morti aumentati del 40%: "Più tutele, stop subappalti"

I sindacati verso lo sciopero. Morti aumentati del 40%: "Più tutele, stop subappalti"

Stop ai subappalti, più controlli nelle filiere e lotta al massimo ribasso. Sono alcuni dei punti chiave intorno ai quali ruota la protesta dei sindacati, costretti a fare i conti con l’ennesima strage sul lavoro. È capitato a Firenze, sembra essere il ragionamento di Cgil e Uil, ma sarebbe potuto capitare dovunque. Anche a Ferrara. I morti nel crollo del cantiere della città medicea hanno spinto le sigle a organizzare uno sciopero con presidi in ogni città. Tra le mura estensi la protesta scenderà in strada domani dalle 15 alle 17, con sit-in davanti alla prefettura. "Quanto avvenuto a Firenze – scrivono le sigle di edilizia e metalmeccanica Fillea Cgil, Fiom Cgil, Uilm e Feneal Uil – non è dovuto alla fatalità, ma è frutto di responsabilità precise: la modifica del codice degli appalti da parte di questo governo, che introduce il subappalto a cascata, la mancanza strutturale di controlli ispettivi, la non applicazione dei contratti nazionali del settore di riferimento, la mancanza di una leggere che introduca la patente a punti per le aziende". Poi le richieste, perentorie. "È necessario – proseguono i sindacati – che il governo emani un decreto che porti le tutele degli articoli 41 e 119 del codice degli appalti pubblici anche nei cantieri privati sopra i 500mila euro, che si prevedano tutte le tutele in fase di esecuzione dei lavori, dall’applicazione del contratto edile al divieto del massimo ribasso sui costi della manodopera e della sicurezza".

Insomma, per Cgil e Uil, anche e soprattutto dopo la strage di Firenze, serve "un cambiamento radicale riguardo alle politiche di tutela dei lavoratori, cancellando il ricorso ai subappalti, prevedendo maggiori controlli nelle filiere, eliminando il ricorso ad appalti al massimo ribasso e garantendo a tutti condizioni di lavoro dignitose. Il lavoro e la sicurezza devono tornare al centro del dibattito politico e il governo ha il dovere di trovare soluzioni concrete. Non vogliamo contare altri morti".

Un macabro conteggio che, purtroppo, a Ferrara nel 2023 ha registrato un aumento sensibile. Stando ai dati resi noti dall’osservatorio sicurezza e ambiente Vega engineering ed elaborati sulla base delle tabelle Istat, dal gennaio al dicembre dell’anno scorso nel nostro territorio si sono registrati nel complesso sette morti sul lavoro. Cioè il 40% in più rispetto al 2022, quando le croci furono cinque. Per quanto riguarda i settori, quello delle attività manifatturiere è risultato essere in cima alla graduatoria delle denunce di infortunio (13.694 in tutta la regione). A seguire si trovano i comparti trasporti e magazzinaggio, sanità, costruzioni e commercio. Nel complesso, sempre secondo la rielaborazione di Vega, nel 2023 a Ferrara sono state depositate 4.291 denunce per infortuni sul lavoro (mortali e non). Un dato preoccupante e che spinge i sindacati a chiedere "risposte forti".

Federico Malavasi