Norbert Feher rinchiuso nella gabbia di vetro durante il processo (Foto Ansa)
Norbert Feher rinchiuso nella gabbia di vetro durante il processo (Foto Ansa)
"Un intellettuale del crimine. Igor ha una filosofia malvagia, è al di sopra di tutto". E ancora "crede di avere il diritto di uccidere chiunque cerchi di togliergli la libertà. E’ una macchina da guerra". Sono alcuni dei passaggi del ritratto psicologico che di Norbert Feher, alias Igor il russo, ha fatto Vincente Garrido, professore di criminologia all’Università di Valencia, riportate da LaComarca.it, il sito on-line spagnolo che anche ieri ha trasmesso live la seconda udienza del processo che si sta svolgendo nel tribunale Teruel, che vede Feher...

"Un intellettuale del crimine. Igor ha una filosofia malvagia, è al di sopra di tutto". E ancora "crede di avere il diritto di uccidere chiunque cerchi di togliergli la libertà. E’ una macchina da guerra". Sono alcuni dei passaggi del ritratto psicologico che di Norbert Feher, alias Igor il russo, ha fatto Vincente Garrido, professore di criminologia all’Università di Valencia, riportate da LaComarca.it, il sito on-line spagnolo che anche ieri ha trasmesso live la seconda udienza del processo che si sta svolgendo nel tribunale Teruel, che vede Feher imputato per i tre omicidi commessi a dicembre del 2017 – due guardie e un allevatore – poco prima della cattura da parte della Guardia Civil. Feher, già condannato in Italia per gli omicidi del barista di Budrio, Davide Fabbri e della guardia volontaria Valerio Verri, delitti per cui è già stato condannato in appello all’ergastolo, in Spagna è accusato per il triplice omicidio delle guardie civili Víctor Romero e Víctor Caballero e dell’allevatore di bestiame José Luis Iranzo ad Andorra quando capito in quella zona di passaggio durante la sua fuga dall’Italia, dalle province di Bologna e Ferrara dove in quella primavera si scatenò un’incredibile caccia all’uomo. Il processo è stato anticipato, domenica, dall’aggressione dello stesso Feher che ha aggredito e ferito con una piastrella gli ufficiali del carcere incaricati di effettuare il suo trasferimento. Nel corso della perquisizione della sua cella, gli agenti di sicurezza hanno trovato tre note scritte a mano dal serbo, tra queste una particolare rende l’idea di chi sia: "Il tempo è solo una finestra, la morte è solo una porta. Tornerò e cercherò ciascuno di voi… ". "Si considera una specie di samurai del crimine – ha aggiunto Garrido – è uno psicopatico narcisista che non solo vuole vivere come vuole, ma anche progettare un immagine all’esterno".

La difesa, invece, per ’alleggerire’ la posizione del suo assistito, cerca di sostenere che Igor il russo soffre di una "sindrome di guerra", avendo partecipato al conflitto balcanico due decenni fa. Ma il criminologo spagnolo che ha tratteggiato la personalità di Igor non ci crede: "Se così fosse darebbe l’immagine di una persona con profondi cambiamenti di umore, sarebbe angosciato, agendo con furore e mancanza di controllo, e non con la calma e l’equilibrio con cui lo fa".

Nell’udienza di ieri ci sono state numerose testimonianze delle guardie civili spagnole, colleghi delle due vittime. Ma la testimonianza più toccante è stata quella del padre di Iranzo, durante la quale la ’gabbia’ di Igor è stata completamente coperta. Le udienze del processo continueranno fino a venerdì. Lunedì, poi, è prevista la sentenza. La pubblica accusa ha già chiesto l’ergastolo revisionabile, che è la massima pena in Spagna.

Cristina Rufini