Un centro di eccellenza europeo per il compounding. È ciò che vuole fare Celanese del proprio stabilimento di Forlì, facendolo diventare un polo industriale di riferimento del settore chimico-plastico. La multinazionale americana, che nel 2016 ha rilevato Softer, si è data un orizzonte di 12-24 mesi: il sito forlivese di via Mastro Giorgio – che impegna 350 persone – assorbirà le attività di Ferrara Marconi e di due impianti tedeschi, quelli di Wehr e Kaiserslautern. L’azienda parla di decisione "strategica, ma...

Un centro di eccellenza europeo per il compounding. È ciò che vuole fare Celanese del proprio stabilimento di Forlì, facendolo diventare un polo industriale di riferimento del settore chimico-plastico. La multinazionale americana, che nel 2016 ha rilevato Softer, si è data un orizzonte di 12-24 mesi: il sito forlivese di via Mastro Giorgio – che impegna 350 persone – assorbirà le attività di Ferrara Marconi e di due impianti tedeschi, quelli di Wehr e Kaiserslautern. L’azienda parla di decisione "strategica, ma difficile dato l’impatto su dipendenti e comunità locali". L’origine è da ricercare nell’esigenza di "mantenere e una posizione competitiva nel mercato globale" e di ottimizzare processi e costi. Da Dallas, sede della multinazionale, l’input è chiaro: puntare su Forlì. "Significa – precisa Chiara Beltrame, direttore dello stabilimento di Villa Selva – che il sito sarà un riferimento per l’intero continente come lo sono quelli di Florence per l’America e Nanchino per l’Asia".

Perché proprio Forlì?

"C’è una questione di spazio a disposizione per un’espansione futura. A Ferrara, Wehr e Kaiserslautern non sarebbe possibile. E ci sono già conoscenze ed esperienza".

L’idea è di spostare il personale impegnato a Ferrara?

"Abbiamo dato l’immediata disponibilità ad aprire un tavolo, siamo pronti a ragionare con sindacati e istituzioni. Di sicuro avremo un incremento occupazionale, ma al momento è impossibile quantificarlo".

Il trasferimento di 67 lavoratori da una città distante oltre cento chilometri sembra più una prospettiva teorica.

"C’è la possibilità di assimilare in toto il personale del sito estense, ma l’obiettivo è una soluzione condivisa. C’è la disponibilità dell’azienda a valutare il trasferimento non solo a Forlì, ma in tutti gli stabilimenti italiani di Celanese".

Quelli tedeschi chiuderanno?

"L’azienda prevede di continuare le attività produttive a Wehr fino a giugno 2021 e a Kaiserslautern fino a dicembre dell’anno prossimo, poi sarà completato il trasferimento. È una trattativa separata".

Cosa si produce a Villa Selva?

"I clienti principali sono nel settore degli elettrodomestici e nell’automotive, anche nel medicale. Pensiamo a quanta plastica c’è in una macchina, dal cruscotto alle coperture dei bauli: ecco, in queste parti ci sono i nostri prodotti".

L’ampliamento è da intendere anche come valorizzazione del lavoro svolto dalla vecchia Softer made in Forlì?

"Celanese sta innalzando il livello di conoscenza, nell’ottica di una competitività sempre maggiore. È innegabile che il know how sia legato anche agli anni di esperienza che arrivano dalla Softer".

Giuseppe Catapano