"Il Cup, la ’presa in carico’ e il ricorso ai privati"

Una madre e medico lamenta la mancanza di date per appuntamenti medici urgenti presso Ausl Fe. Nonostante le richieste di "presa in carico", suo figlio non ha ancora ricevuto alcun appuntamento. Si è dovuti ricorrere alla libera professione, con costi elevati.

Caro Carlino,

in riferimento alla replica di Ausl Fe sulle cosiddette “agende chiuse”, vorrei aggiungermi a coloro che stanno patendo il disagio della mancanza di date per appuntamenti. Esempio pratico: mio figlio tre settimane fa ha avuto un problema per cui il medico ha prescritto una rettoscopia con priorità B, che significa che la prestazione doveva essere fatta entro una decina di giorni. Ha telefonato al Cup ricevendo la risposta che non c’erano date disponibili e che avrebbe dovuto riprovare a chiamare tutti i giorni. Conoscendo meglio i percorsi, gli ho consigliato di chiedere la “presa in carico” della pratica da parte del Cup, cosa che non gli era stata affatto proposta. La risposta e’ stata che quella prestazione non poteva essere presa in carico. Eravamo quindi al punto di partenza. Abbiamo scritto e telefonato a URP di Ausl e ci è stato risposto che avrebbero tenuto in considerazione la richiesta urgente di mio figlio. Risultato: a tutt’ oggi mio figlio non ha ricevuto alcun appuntamento. Nel frattempo abbiamo dovuto attivarci prenotando la prestazione in libera professione: 150 euro. Al termine della visita il Chirurgo ha prescritto un’ulteriore indagine, cioè la colonscopia, quindi mio figlio ha telefonato al Cup per prenotarla ma la risposta è stata sempre la stessa, cioè che non esistevano date per la prestazione. Mio figlio quindi ha chiesto subito la “presa in carico”. Risultato: a due settimane dalla telefonata non è stato dato alcun appuntamento. Come madre e medico ho scritto quindi una e-mail ad Urp. Risultato: non ho ricevuto alcuna risposta mentre a mio figlio è arrivata una telefonata in cui gli veniva detto che la sua pratica era dietro a tante altre e che quindi non sapevano quantificare i tempi di attesa. Per accelerare i tempi si ricorre alla libera professione che comporta un costo di 400 euro: è giusto?

Maria Chiara Bassi, medico