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26 mag 2022

"Il Governo certifichi l’impegno tra Eni e Basell"

Petrolchimico, la richiesta è emersa dopo l’incontro tra le rsu e l’azienda . I sindacati: "Dobbiamo evitare il modello Porto Torres. Impianto strategico"

26 mag 2022
Il Polo Chimico ferrarese
Il Polo Chimico ferrarese
Il Polo Chimico ferrarese
Il Polo Chimico ferrarese
Il Polo Chimico ferrarese
Il Polo Chimico ferrarese

Evitare il modello (negativo) Porto Torres e ottenere uno scenario in cui gli impegni reali di Eni e Basell siano "certificati" da Governo ed enti locali dei territori dove insistono i siti produttivi. A seguito dell’incontro, l’altro giorno, tra Basell e Rsu questa sembra la linea che emerge dai rappresentanti dei lavoratori. Ieri è circolata una bozza di comunicato, che poi però non ha visto la luce. Da quanto abbiamo appreso però, le preoccupazioni rimangono forti. L’obiettivo è quello di addivenire a una risposta concreta sul futuro del Polo Chimico estense. L’incontro tra i rappresentanti dei lavoratori e Basell è stata l’occasione per ribadire un concetto: devono essere percorse tutte le strade affinché all’impianto ferrarese siano garantite la competitività nel breve e nel medio periodo. Anche perché, come più volte ribadito anche nei giorni scorsi, dall’impianto ferrarese dipende la presenza di altre attività in Italia, fra cui Basell. La multinazionale, ha già paventato nella lettera spedita al Governo, come scenario peggiore, l’impossibilità di gestire i quattro impianti di poliolefine in Italia: due impianti a Ferrara e altrettanti a Brindisi. La settimana scorsa la Regione Emilia Romagna ha convocato sia Eni che Versalis, oltre alle istituzioni locali e alle organizzazioni sindacali, per "ricercare una condivisione rispetto ad un piano di medio termine che assicurasse continuità e qualità delle forniture – spiegano alcuni rappresentanti sindacali – . A quel tavolo, presenti le prime linee di responsabilità delle aziende, è stata ancora una volta riproposta la fiducia che si deve riporre in coloro che stanno determinando questa situazione". "La Regione, di fronte alla negazione dei problemi per i quali da oltre un hanno si stanno producendo iniziative e stimoli per salvaguardare la competitività delle produzioni ferraresi – proseguono – ha richiamato tutti a dare un contributo al tavolo nazionale del Ministero Sviluppo Economico, di prossima convocazione, auspicando che un possibile accordo debba anche vedere impegni delle imprese collegate alla decisione Eni". Insomma pare che l’unico appuntamento che possa dare una risposta concreta ai legittimi interrogativi che i lavori si stanno ponendo da settimane, sia proprio quello previsto al Tavolo della Chimica. "Da questo incontro al Ministero – chiudono i sindacati – auspichiamo non esca una procedura di definitiva chiusura di Marghera, ma piuttosto un ragionamento in ottica nazionale sul reale stato di competitività della chimica di base in Italia". Oltre alla ’certificazione’ dell’Esecutivo.

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