Il linguaggio della luce e del tempo. Alla Zanzara le foto di Fiona Annis

La mostra è stata inaugurata ieri alla galleria di via del . Podestà. In cornice opere. astratte e dense di mistero.

Il linguaggio della luce e del tempo. Alla Zanzara le foto di Fiona Annis

Il linguaggio della luce e del tempo. Alla Zanzara le foto di Fiona Annis

L’utilizzo non ortodosso della fotografia, per analizzare il linguaggio della luce e del tempo, i temi della catastrofe, del desiderio e della speranza radicale. Si tratta della mostra ‘Tempo, tanto quanto vuoi, un mare di luce’, con le opere di Fiona Annis, che arrivano alla galleria ‘Zanzara arte contemporanea’ di via del Podestà 11, dopo essere state presentate in anteprima ad Arte Fiera Bologna da Gallerie Riunite e negli spazi della galleria napoletana nel 2022. La mostra, inaugurata ieri (con patrocinio del Comune di Ferrara e della Regione Emilia-Romagna), appartiene a un ampio progetto di indagine in cui l’artista affianca a un approccio profondamente contemporaneo, processi fotografici arcaici.

L’uso non convenzionale della fotografia, le permette di concentrarsi sugli elementi fondamentali di luce, carta, chimica, tempo e sperimentare continuamente nuovi metodi e materiali che partecipano attivamente al processo creativo. Il risultato genera opere principalmente astratte, avvolte da un’aura di mistero. Espressioni di gesti violenti o molto delicati, raccontano qualcosa di reale e superano il ‘rumore’ della figurazione, arrivando al cuore dell’idea per dare forma al pensiero.

Al senso di destabilizzazione e di incertezza del nostro presente, oppone la speranza radicale, intesa come attitudine alla consapevolezza che le nostre azioni hanno una risonanza. Spaccature, fratture e cicatrici impresse sulla carta, si trasformano in scenari di possibilità e metafore di una rinascita personale e collettiva. Indaga la fragilità della vita e la componente catastrofica e creativa del disastro, dis-astrum che significa letteralmente "perdere le stelle". Fiona Annis studia l’etimologia delle parole ed è un’attenta osservatrice dei fenomeni astronomici e, attraverso le sue opere, comunica che siamo fatti della stessa sostanza dell’universo. A dare un importante impulso al suo lavoro, è stato il progetto di ricerca sviluppato presso l’Osservatorio astronomico di Capodimonte che le ha permesso di lavorare con strumenti astronomici storici, indagando gli intrecci astrali e i riflessi terreni.

Francesco Franchella