Il nodo sportello immigrazione. Due ipotesi per la nuova sede. Offerte da Coldiretti e Inps

L’istituto di previdenza propone l’immobile di via Scalambra, l’associazione in via Bologna. Il secondo sembra offrire gli spazi più adatti. Il dossier dovrà passara al vaglio del Consiglio.

Il nodo sportello immigrazione. Due ipotesi per la nuova sede. Offerte da Coldiretti e Inps

Il nodo sportello immigrazione. Due ipotesi per la nuova sede. Offerte da Coldiretti e Inps

Era l’inizio di ottobre quando il Comune avvio un’indagine esplorativa per individuare un immobile da acquistare nella zona Sud di Ferrara. L’obiettivo è quello di decentralizzare lo sportello immigrazione della questura e spostarlo dagli uffici di via Fausto Beretta. Ebbene, sono arrivate due offerte formali. La prima arriva dall’Inps e si riferisce a un immobile che sorge in via Scalambra. Si tratta di un immobile che peraltro è già all’asta. Il prezzo di partenza per l’acquisto era di oltre un milione e mezzo di euro. Ora, dopo il primo bando andato deserto, la richiesta dell’istituto di previdenza è di 1,17 milioni di euro. La seconda offerta, che pare essere quella a cui il Comune sembra guardare con maggiore interesse, arriva da Coldiretti. L’immobile in questione è quello che attualmente ospita la sede provinciale dell’associazione di categoria, in via Bologna 637. Sarebbe, da quanto si apprende, la soluzione che l’amministrazione cercava per una serie di ragioni. L’immobile è piuttosto ampio e sarebbe "ideale" anche per come è strutturato. Al piano terra ci sono dieci uffici operativi, di cui uno costituito da un open-space, da un vano destinato ad ambulatorio, da due blocchi dei servizi igienici, dai locali destinati ad archivi e da una parte della sala riunioni di cui altra metà è di proprietà dell’unità immobiliare adiacente. Il primo piano è composto da diciannove locali a destinazione uffici operativi, una sala riunioni, due blocchi dei servizi igienici, oltre a locali destinati all’archivio. Più una serie di locali di servizio. "Le dimensioni – si legge nell’avviso pubblico del Comune – dovranno essere di circa 1.200 metri quadrati con superficie pavimentata netta comunque ricompresa tra un minimo di mille metri quadri e un massimo di 2.500".

Non solo. Nel bando si legge a chiare lettere che l’immobile dovrà avere una "categoria catastale compatibile con la destinazione d’uso direzionale; qualora l’immobile abbia una destinazione d’uso uffici ma nondimeno presenti una categoria catastale non compatibile con tale destinazione d’uso". Insomma, l’ipotesi Coldiretti sembra perfetta. Ora si tratterà di stabilire l’importo, anche se da quanto trapela dagli uffici comunali pare si sia fissato un plafond di spesa attorno agli ottocentomila euro. Ad occuparsi del dossier, assieme alla direzione generale del Comune, è il vicesindaco e assessore alla Sicurezza, Nicola Lodi. "Stiamo ragionando seriamente di spostare lo sportello immigrazione del Comune in una zona più decentrata – così l’amministratore –. In questi mesi abbiamo lavorato per studiare la soluzione ottimale e, il risultato della nostra indagine esplorativa, ci ha portato a ricevere due offerte in linea con le nostre esigenze".

La decisione di decentrare lo sportello comunale nasce, dettaglia il numero due della giunta, per una serie di motivi tra i quali "l’ampliamento dei servizi offerti alla cittadinanza, individuando uno stabile ampio e facilmente fruibile". Ora, il passaggio definitivo con la formalizzazione della proposta d’acquisto, dovrà passare il vaglio del Consiglio comunale.

Federico Di Bisceglie