"Il Pd a guida Schlein si sta radicalizzando"

L'Udc rivendica il suo ruolo nel centrodestra, criticando il Pd per la sua radicalizzazione e sottolineando la mancanza di un centro politico. L'Udc si sta ricostituendo a Ferrara per offrire un'alternativa ai cattolici e ai moderati che si sentono a disagio negli schieramenti estremisti.

L’Udc rivendica il suo ruolo nella coalizione di centrodestra, ponendosi come forza politica per "chi crede che la moderazione sia una dimostrazione della forza dei propri ideali, fondata sulle solide radici" e con l’ambizione di "lavorare con le forze a noi più vicine per mantenere un po’ più al centro l’asse della politica". A intervenire nel dibattito, prendendo le mosse da ciò che è accaduto in veneto con la consigliera regionale Anna Maria Bigon – l’episodio che ha dato adito alla ‘rivolta’ dei cattolici nel Pd – sono Marco Mantoan e Stefania Borghetto (segretario Udc e responsabile giustizia Udc) che emettono un giudizio molto netto. "Il Pd a guida Schlein – scrivono in una nota – si sta radicalizzando e chi non la pensa fino in fondo con la nuova segretaria merita di essere messo da parte". Più in generale, osservano gli esponenti dell’Unione di Centro, "i cattolici oggi nella politica faticano a trovare un’ubicazione dove sentirsi, se non a casa, almeno non troppo a disagio perché tanti partiti si preoccupano dei valori soltanto nella misura in cui qualche slogan possa portare un po’ di preferenze e visibilità in più al leader di turno, magari facendo leva su qualche luogo comune". Ciò che manca ai cattolici, "ma anche ai moderati che faticano a condividere le idee e quasi sempre i toni degli schieramenti che tendono a estremizzare", sostengono Borghetto e Mantoan "è il centro". O meglio "una politica di centro che possa avanzare proposte ai cittadini con l’onestà intellettuale di chi sa che le buone idee possono venire da destra e da sinistra". Ed è per questo, spiegano, "che l’Udc si sta ricostituendo a Ferrara". Perché anche in questa città "e anche nel centrodestra, non è sempre così facile per un cattolico assistere a quello che succede". E qui arriva una puntura anche alla coalizione di appartenenza. "Ci riferiamo – concludono – allo scambio non proprio elegante di qualche settimana fa tra il vescovo e il sindaco sulla questione della formulazione della graduatoria delle case popolari".