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23 lug 2022
federico di bisceglie
Cronaca
23 lug 2022

Il Pd non va coi grillini A destra sogni romani

L’assessore Balboni ha già la tessera elettorale in mano. Lodi pensa in grande. I dem attendono la segreteria. Il Carroccio: "Premiamo chi lavora per la città"

23 lug 2022
federico di bisceglie
Cronaca
Il primo ministro dimissionario Mario Draghi parla in aula
Il primo ministro dimissionario Mario Draghi parla in aula
Il primo ministro dimissionario Mario Draghi parla in aula
Il primo ministro dimissionario Mario Draghi parla in aula
Il primo ministro dimissionario Mario Draghi parla in aula
Il primo ministro dimissionario Mario Draghi parla in aula

di Federico Di Bisceglie

L’anticiclone africano che accompagna le giornate ferraresi è arrivato forte a Roma. La rapida liquefazione del governo Draghi ha portato il capo dello Stato ad assumere una decisione che ha scompaginato le agende estive: il 25 settembre si vota. Questo implica che le liste per le candidature vadano depositate entro metà agosto. Immaginiamo che sotto gli ombrelloni, oltre ai bruisii di chi si gode le meritate ferie, a qualcuno sia andato di traverso il mojito. Non quello del Papeete, s’intende. A Ferrara i riflessi romani generalmente arrivano quasi di soppiatto. Invece ora, forse per l’impellenza della scadenza, qualcosa si sta muovendo. E, come spesso accade, la zona più magmatica è quella centrista (e qui ci immaginiamo che il segretario comunale del Pd, Alessandro Talmelli, appena rientrato dalle vacanze con la famiglia, sogghigni sotto i mustacchi di rito bonacciniano). D’altra parte è lì che punta la bussa del Pd: al centro. O meglio nel grande perimetro delle forze politiche che ha confermato la fiducia al governo Draghi. "Potrà perfino succedere – dicono con ironia fonti dem – che in un collegio uninominale ci si trovi a sostenere la Gelmini". Nel frattempo, lunedì è prevista la segreteria regionale: un confronto tra i vertici di viale Aldo Moro e i segretari dei territori. "Solo allora – spiegano dal Pd – potremo avere un quadro più preciso. In ogni caso, l’obiettivo sarà quello di avere della candidature di qualità e competenza". La Regione, in virtù del taglio voluto dai grillini (probabilmente una battaglia per la quale si mangeranno le mani a vita), avrà sostanzialmente un numero di rappresentanti dimezzato.

Problema, quest’ultimo, che non attanaglia Fratelli d’Italia. Anche tra i meloniani ferraresi il giubilo è palpabile. Tant’è che, appresa la notizia dello scioglimento delle Camera, l’assessore Alessandro Balboni ha postato su Facebook una foto che lo raffigurava, raggiante, con la tessera elettorale alla mano. Nel frattempo, il padre senatore Alberto, applaudiva a spella mani l’intervento del collega Luca Ciriani che arringava contro Draghi a palazzo Madama. Da Forza Italia non si percepisce preoccupazione per via delle dimissioni ’eccellenti’ di Brunetta e Gelmini. "La nostra forza – dicono – è la competenza". In casa Lega alcuni si limitano a dire che "è presto per tirare fuori dei nomi". La linea del Carroccio è chiara: "Va a Roma chi si impegna per il territorio". Pare una frase sibillina. Magari il vicesindaco Nicola Lodi coltiva il sogno di un risveglio all’ombra del Colosseo. Non ci sono ne conferme ne smentite. L’unica certezza è che, anche a Ferrara, Pd e Movimento non andranno a braccetto. Polvere, di stelle.

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