Il ritorno di Lea in città

Da stasera in onda la fiction tv girata a Ferrara con Anna Valle e Giorgio Pasotti

Il ritorno di Lea in città

Il ritorno di Lea in città

FERRARA

"Un’infermiera specializzata,

empatica, una donna che ha saputo rimettersi in piedi dopo un grande dolore: la perdita del figlio tanto atteso che portava in grembo, tutti noi vorremo incontrarla in ospedale, sa farci con i bambini ma anche con gli adolescenti. Non a caso in questa nuova stagione ci occuperemo molto del rapporto genitori - figli". Anna Valle torna in tv con uno dei suoi personaggi più complessi, con un misto di forza e delicatezza a vestire il camice di Lea, infermiera specializzata nel reparto di pediatria dell’ospedale di Ferrara. ‘Lea - I Nostri Figli’ è la seconda stagione della serie coprodotta da Rai Fiction e Banijay Studios Italy, in onda in prima serata su Rai1 per quattro appuntamenti domoenicali, da questa sera per la regia di Fabrizio Costa, affiancata da Giorgio Pasotti ( primario di pediatria e suo ex marito nella fiction) e Mehmet Günsür (musicista legato alla protagonista e papà di una ragazzina adolescente Martina, avuta da una relazione precedente). L’attrice si è raccontata in una conversazione con l’Ansa al debutto della messa in onda. Lea Castelli le assomiglia? "Abbiamo cose in comune, certamente, e altre meno. Entrambe una spiccata empatia verso le persone che ci circondano, ad esempio io adoro la musica, anche se ora Lea sta con un musicista, ma vedremo delle situazioni evolvere". Valle ha espresso la sua stima per chi fa il difficile lavoro di infermiere, ha parlato degli ingredienti che stanno contribuendo al successo della serie e ha svelato alcune anticipazioni sul rapporto tra Marco, l’ex marito, il primario di pediatria dell’ospedale dove lavora (Giorgio Pasotti) e Lea. La storia riparte tre anni dopo le vicende della prima stagione.

"Lea - spiega Valle - Va sempre al cuore delle emozioni dei suoi pazienti, è importante soprattutto se sono così giovani. Non sempre i genitori conoscono i loro figli sono generazioni - in contesti assai diversi - a volte fragili, altri non sanno confrontarsi, o temono di far soffrire qualcuno, pensano di saper gestire da soli situazioni non alla loro portata, o semplicemente sono impauriti, succede. L’empatia è sempre stata una dote di Lea, ma il dolore l’ha resa ancor più sensibile di fronte alla sofferenza ma questo non le impedisce di essere lucida nei momenti più delicati". La fiction è anche l’occasione per ammirare le bellezze della città di Ferrara, dove sono state girate moltissime scene in esterna dall’ospedale.