FEDERICO DI BISCEGLIE
Cronaca

"Incidenti mortali, distrazione prima causa. Serve formazione"

L’analisi di Sorbi (Osservatorio) e Ciannilli (Paglierini)

"Incidenti mortali,  distrazione prima causa. Serve formazione"

"Incidenti mortali, distrazione prima causa. Serve formazione"

Le tragedie come quella del giovane Nicolò Liverani, morto l’altra sera andando a sbattere contro due auto in sosta dopo aver perso il controllo dell’auto, pongono tanti interrogativi. E se i dati certificano un sospetto, fa ancora più male. Infatti, come riferisce il presidente dell’Osservatorio regionale per l’educazione alla sicurezza stradale, Mauro Sorbi "l’Istat per il 2023 certifica che la prima causa di morte negli incidenti stradali è la distrazione". La seconda è la mancata precedenza e la terza è l’eccesso di velocità.

Spesso, purtroppo, sono tutte concause della stessa tragedia. "A livello regionale, così come nel territorio ferrarese – dettaglia Sorbi – la percentuale di incidentalità autonoma ha registrato un’impennata vertiginosa. E questo fattore deve far riflettere, anche sulla tipologia di distrazione che è all’origine dei sinistri mortali". Non stiamo più parlando, sostiene Sorbi, solo della distrazione "legata all’utilizzo improprio dello smartphone, ma è qui stiamo parlando di altre cose". In questo dato allarmante il presidente dell’Osservatorio vede "un atteggiamento diffuso, molto rischioso: ci si mette alla guida, spesso, in condizioni non idonee". Il che si traduce in un’espressione molto efficace: "Ci mettiamo alla guida guardando ma non vedendo".

Dal punto di vista di Sorbi "anche i pochi controlli che vengono effettuati sono purtroppo un grosso vulnus sul quale occorrerebbe intervenire". E, tra le altre cose, il numero uno dell’Osservatorio si dice particolarmente deluso "dalle nuove direttive europee che non hanno recepito, tra le istanze avanzate da più parti, quella di inserire l’obbligo nei nuovi veicoli dell’alcol lock". L’ultimo barlume di speranza è nel nuovo codice della strada e nelle "auspicabili sanzioni più severe" che potrà introdurre proprio in ordine alle distrazioni. Tanto più, rileva Sorbi, "che si tratta di un problema che non riguarda solo gli automobilisti, ma interessa potenzialmente tutti gli utenti della strada. A partire dai pedoni, passando per i ciclisti e finendo con i monopattinisti". Altra categoria, quest’ultima, "per cui l’assenza di una precisa regolamentazione, crea non pochi problemi".

È sulla stessa lunghezza d’onda anche Luigi Antonio Ciannilli, già presidente del Comitato Paglierini per la sicurezza stradale. "Al momento – spiega – siamo a tre incidenti mortali dall’inizio dell’anno sul nostro territorio. La situazione senz’altro negli ultimi anni è mutata in meglio in ordine alla consapevolezza e al modo in cui si approccia alla strada, tuttavia c’è ancora tanto da fare". Le osservazioni di Ciannilli, però, scardinano una convinzione abbastanza diffusa, ovvero che siano i ragazzi giovani gli utenti più ‘irresponsabili’ e distratti. "In realtà – sottolinea Ciannilli – guardando i dati anagrafici delle persone coinvolte in sinistra stradali mortali, ci si accorge che per lo più si tratta di persone adulte. Ed è quindi su di loro che occorre intervenire con maggiore urgenza". D’altra parte "in questi anni le scuole hanno fatto tanto in ordine alla formazione e alla consapevolezza dei giovani, ma ben poco è stato fatto sulle persone più grandi". Per cui, una delle possibili soluzioni individuate dall’ex presidente del comitato Paglierini sarebbe quella di "avviare percorsi formativi sulla sicurezza stradale nei posti di lavoro".