Inclusione e lavoro. Formazione per i rifugiati nei centri di accoglienza: "Sostegno all’economia"

L’iniziativa presentata in Camera di commercio dai Rotary con il vescovo. Zaina (Confindustria): "Il tessuto produttivo ha bisogno di questi migranti". .

Inclusione e lavoro. Formazione per i rifugiati nei centri di accoglienza: "Sostegno all’economia"

Inclusione e lavoro. Formazione per i rifugiati nei centri di accoglienza: "Sostegno all’economia"

Un piccolo-grande progetto. Piccolo perché coinvolge un numero ancora ristretto di persone, ma grande per il significato e per le enormi potenzialità di sviluppo. Stiamo parlando di ‘Ferrara, inclusione e lavoro’, l’iniziativa presentata l’altro ieri in Camera di commercio dai Rotary Ferrara e Ferrara est. L’obiettivo è quello di offrire una preparazione di base (professionale e civica) a rifugiati attualmente ospiti dei Centri di accoglienza straordinari: per loro, dunque, un impegno qualificato e una reale prospettiva abbinata a una concreta risposta occupazionale per le tante imprese ferraresi che abbisognano di manodopera e non la trovano. Come hanno sottolineato in apertura i presidenti dei due Rotary (Adele Del Bello e Paolo Govoni) il valore aggiunto dell’iniziativa è l’adesione di istituzioni e realtà operative del territorio: prefettura, arcivescovado, confindustria, Cattedra Unesco, Città del ragazzo. "Il progetto – ha ricordato Del Bello – consta di tre momenti: la scelta delle persone da ammettere ai corsi, l’orientamento-formazione e l’inserimento lavorativo".

Si è giunti alla fine della seconda fase e 24 dei 30 allievi scelti (cinque sono già al lavoro) hanno terminato il percorso e sono intervenuti all’incontro: addirittura commoventi sono state le parole di tre di loro che hanno voluto ringraziare e testimoniare l’esperienza partecipando ai corsi. Coordinati da Luca Scanavini, hanno poi preso la parola gli esponenti delle istituzioni coinvolte. Il prefetto Massimo Marchesiello lo ha definito "un progetto concreto, che deve continuare. Ferrara ne ha bisogno". L’arcivescovo Gian Carlo Perego lo ha posto in simbiosi con la Giornata mondiale del rifugiato, che si celebra oggi, dedicata a ‘La forza dell’inclusione’. E ancora: "Oltre all’accoglienza vengono coniugati i tre verbi ricordati dal papa: tutelare, promuovere e integrare".

Il progetto riconduce a quanto fecero negli anni ’50 l’arcivescovo Bovelli e don Calabria dando vita alla Città del ragazzo. A proposito dell’istituzione formativa di via Comacchio, il direttore Antonio Marchini ha illustrato il ruolo svolto all’interno del progetto e ha ribadito il valore del "lavorare insieme". Di "esempio nazionale" ha parlato poi Patrizio Bianchi, ex ministro dell’Istruzione e titolare della cattedra Unesco: "È un progetto pilota di grande importanza" che "sostiene l’economia e la costruzione di un mondo migliore". Solidarietà, dunque, ma anche economia, come ha rilevato Gian Luigi Zaina vicepresidente di Confindustria Emilia Centro. "Novecento persone sono ferme nei centri di accoglienza: non conosciamo le loro potenzialità ma il tessuto produttivo abbisogna di questi migranti".

Alberto Lazzarini