Influenza in aumento a Ferrara (Foto Ansa)
Influenza in aumento a Ferrara (Foto Ansa)

Ferrara, 7 gennaio 2019 – Superati i cenoni di Natale e San Silvestro ad alto tasso di colesterolo, archiviata l’Epifania con il suo carico glicemico, adesso bisogna prepararsi a fare i conti con l’influenza.

Il virus, in questa prima fase dell’inverno, si è già manifestato, ma soltanto ora si sta entrando nella cosiddetta ‘fase ascendente’, preludio del picco, atteso dalla metà di gennaio in poi.

«Sino ad oggi i casi non sono certo mancati – esordisce Giuseppe Cosenza, dirigente medico Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica dell’Azienda Usl –, ma la diffusione non è stata sistematica. Si è verificato un andamento a momenti alterni; adesso però si prevede un contagio molto più consistente, entro fine mese entreremo nella fase più acuta».

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Tuttavia trapela un certo ottimismo, legato al buon risultato della campagna vaccinale: «Tutte le 83mila dosi richieste dall’azienda sono state distribuite ai medici di medicina generale – prosegue il dirigente dell’Asl –, rispetto a quanto previsto inizialmente c’è stata la richiesta di una fornitura supplementare. Significa che la copertura quest’anno è stata particolarmente elevata. Forse non ai livelli del passato, ma sicuramente c’è stato un aumento delle immunizzazioni».

L’effetto ‘no vax’, insomma, non sembra aver inciso in modo sensibile: «Ha prevalso, sicuramente, la consapevolezza dell’utilità del vaccino – sottolinea Cosenza –, non tanto per evitare di contrarre il virus, quanto per ridurne, potenzialmente, gli effetti».

Perchè il fatto di sottoporsi alla profilassi, aggiunge il dirigente dellAzienda Usl, non azzera la possibilità di ammalarsi.

«Nella maggior parte dei casi succede, specie in chi ha la buona abitudine di vaccinarsi ogni anno. Però chi dovesse contrarre il virus, può contare sul fatto di limitare gli effetti».

Anche perché, a detta degli esperti, quest’anno l’influenza non è particolarmente aggressiva: «In base ai rapporti della rete dei ‘medici sentinella’, pare che gli effetti principali siano di carattere gastrointestinale – dice Cosenza –, più dei febbroni che caratterizzavano il contagio negli scorsi anni».

Non significa certo minimizzare i rischi, «perché specie nelle persone più anziane o più esposte per particolari patologie – aggiunge l’esperto – possono ingiungere complicanze, talvolta anche gravi. Perciò ci siamo impegnati al massimo nella campagna vaccinale».

Alle 76.500 dosi iniziali, come detto, ne sono state subito aggiunge altre 7mila circa: la vaccinazione a tappeto si è conclusa, «ma chi volesse ancora prevenire l’influenza è ancora in tempo – conclude Cosenza –; se il proprio medico ha esaurito la scorta, come credo, può ricorrere ai nostri ambulatori di via Fausto Beretta».

Per garantirsi la massima copertura, occorrono 15 giorni di incubazione: insomma, è una corsa al fotofinish contro l’influenza, ma si può ancora vincere.